Genitori a processo per maltrattamenti in aula parlano i prof

paviaI docenti della ragazza, alla precedente udienza, hanno confermato che la giovane aveva chiesto loro di aiutarla. Tanto che un insegnante aveva chiamato per lei Telefono azzurro. Ieri mattina sono stati sentiti anche gli insegnanti della sorella e del fratello della studentessa, che però si sono limitati a confermare il ritiro a scuola. È entrato nel vivo con le testimonianze dei docenti in aula il processo a carico dei genitori di una giovane che, fino a settembre del 2023, frequentava una scuola superiore di Pavia ma che oggi vive in una comunità. La ragazza ha denunciato i genitori per maltrattamenti. Il giudizio si sta celebrando davanti al giudice Vincenzo Giordano e si avvia alle battute finali: il 10 aprile è prevista la requisitoria del pubblico ministero, l'arringa della difesa e la sentenza. In aula, come invece era stato annunciato, non saranno sentiti i genitori. I coniugi, difesi dall'avvocato Paolo sabbioni, hanno fatto pervenire al giudice delle memorie difensive, in cui provano a smontare le accuse della figlia per difendersi. La ragazza è parte civile con l'avvocata Emanuela Fumagalli, mentre la sorella e un fratello della studentessa, entrambi minorenni, sono rappresentati dalla curatrice speciale Francesca Vaccina e dall'avvocata Francesca Timi. La procura contesta alla madre e al padre della giovane, entrambi over 40 e di origine nordafricana (le generalità degli imputati si omettono per la delicatezza della vicenda e per tutelare le parti offese), l'accusa di maltrattamenti sui figli e per il padre della studentessa c'è anche la contestazione di violenza sessuale, aggravata dalla relazione con la vittima e dall'età della giovane, che all'epoca dei fatti era minorenne. La ragazza nella sua denuncia ai carabinieri aveva parlato di violenze fisiche ma anche psicologiche, scaturite in un contesto culturale ancorato alle tradizioni della famiglia e del Paese d'origine. --m. fio.