Chat e telefonate tra manager Asm «Un forte indizio a carico di Ceffa»

Maria Fiore / VIGEVANOLe telefonate, intercettate, tra gli allora manager di Asm Vigevano sono, per il giudice, i tasselli che compongono «il grave quadro indiziario» a carico del sindaco (sospeso) Andrea Ceffa, accusato di corruzione. Nel provvedimento con cui il gip Luigi Riganti ha negato la revoca degli arresti domiciliari, che sono quindi confermati, vengono elencate le telefonate e le chat tra gli ex manager Alessandro Gabbi, Matteo Ciceri, Veronica Passarella e l'ex consigliera comunale Roberta Giacometti (tutti indagati): parlano tra loro della consulenza da oltre 6mila euro assegnata, per l'accusa, a Giacometti attraverso una prestanome, per comprare il suo sostegno politico a Ceffa, che aveva all'epoca (nella primavera del 2023) una maggioranza risicata. «Quando Andrea me ne ha parlato, che mi ha detto, datemi una mano su sta cosa, io gli ho detto, io non è che posso decidere niente, sono andato lì, ho conosciuto questa che non sapevo neanche che faccia avesse, è partito tutto - dice uno dei manager -. Secondo me non riesce a gestirla nemmeno Andrea, questa». La regìa del sindacoDietro all'operazione della consulenza, quindi, secondo la procura e secondo quanto ripercorso dal giudice delle indagini preliminari, ci sarebbe stato proprio il sindaco. «Sono tante le conversazioni dalle quali emerge il ruolo totalmente attivo di Andrea Ceffa in tutta la serie di decisioni, condotte e comportamenti che hanno visto intervenire» gli ex manager di Asm «ognuno secondo il proprio ruolo e le proprie prerogative, ma tutti con la finalità di assecondare a ogni costo la volontà di Andrea Ceffa». L'incontroLe telefonate richiamate nel provvedimento (le stesse indicate nell'ordinanza con cui gli indagati finirono, alla fine di novembre, agli arresti domiciliari, ora rimasti in piedi solo per Ceffa), sono frenetiche e sembrano avere al centro, in effetti, proprio la questione della consulenza, che sarebbe stata assegnata «a prescindere da una effettiva esigenza da parte dell'ente». Nel mirino è finita anche la telefonata con cui sarebbe stato concordato un incontro, il 15 giugno 2023, tra Ceffa, Gabbi e Passarella: all'appuntamento sarebbe stata poi convocata, in un secondo momento, la stessa Giacometti. Lo scopo di queste telefonate e incontri, secondo quanto richiama il giudice nel provvedimento, era anche quello di superare l'ostacolo dell'incompatibilità di Giacometti, che non poteva avere l'incarico perché all'epoca consigliera. «Gravi illeciti»Per il giudice Riganti «l'esiguo valore della somma» al centro della consulenza, di oltre 6mila euro, «lungi dallo sminuire i fatti in esame fa risaltare l'estrema gravità delle condotte illecite tenute dagli amministratori e gestori delle aziende municipalizzate, avendo ciascuno di essi improntato le proprie condotte univocamente all'esigenza primaria di accontentare Andrea Ceffa come referente politico, perseguendo a ogni costo l'obiettivo di salvaguardare la posizione del sindaco e della maggioranza consiliare». Indagini chiuseL'avvocato difensore Luca Angeleri non ci sta e prepara il ricorso al Riesame, ritenendo che le esigenze cautelari per il sindaco siano ormai venute meno anche perché le indagini sono chiuse. «Nel merito ci difenderemo», dice il legale. La procura, intanto, potrebbe avere già chiesto il rinvio a giudizio e gli avvocati degli indagati sono in attesa della fissazione dell'udienza preliminare. Oltre a Ceffa, agli ex manager e a Giacometti rischiano il processo, per un altro filone, anche l'ex europarlamentare Angelo Ciocca, Alberto Righini e la moglie Alice Andrighetti. --