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Dopo Gaza, la guerra dello Stato ebraico torna ad allargarsi alla Siria e al Libano con raid aerei a sud di Damasco e soprattutto in Libano, nel sud e nella valle della Bekaa, dove sono state uccise finora almeno tre persone, tra cui una bimba, in diverse ondate di attacchi contro quelli che Israele definisce «obiettivi terroristici» legati a Hezbollah, l'organizzazione ritenuta responsabile dei lanci di razzi contro la Galilea avvenuti sabato. TAJANI PREOCCUPATO Dopo la tregua saltata nella Striscia ora rischia quindi di finire malamente anche quella concordata con Hezbollah. Uno sviluppo che ha spinto il ministro degli esteri Antonio Tajani a esprimere la preoccupazione per la situazione nel sud del Libano. «Tutte le parti - ha detto Tajani - devono rispettare i propri impegni e difendere i progressi raggiunti. Ulteriori escalation rappresenterebbero un grave rischio per la regione. Sosteniamo il ruolo di Unifil e la sicurezza di tutti i militari impegnati in questa importante missione di pace», ha aggiunto in riferimento alla missione Onu di cui fanno parte un migliaio di caschi blu italiani.Le diverse ondate di attacchi di Israele sono stati lanciati dopo che, per la prima volta dopo mesi, dal sud del Libano alcuni razzi sono partiti alla volta della Galilea.Israele afferma di aver intercettato tre dei sei razzi sparati. Hezbollah ha smentito ogni responsabilità e ha accusato Israele di cercare «pretesti per proseguire l'offensiva contro il Libano». Oltre ai tre uccisi ieri, i raid israeliani hanno ferito una ventina di persone, tra cui minori. E nei giorni scorsi, altre due persone erano state uccise a Yohmor, nel sud del Libano in altri attacchi israeliani. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della difesa Israel Katz hanno ordinato all'esercito di «agire con forza» in Libano. «Israele non permetterà alcun danno ai suoi cittadini e alla sua sovranità», ha detto il premier, che ha chiamato in causa il governo libanese, guidato dal premier Nawaf Salam, definendolo «responsabile di tutto ciò che accade sul suo territorio». Israele, ha aggiunto il premier, «agirà in ogni modo per garantire la sicurezza dei cittadini israeliani e delle località nel nord del paese». TENSIONE INTERNA E mentre dalla Striscia di Gaza sono giunte notizie di nuove vittime dei raid israeliani è salita la tensione politica interna a Israele con nuove massicce manifestazioni antigovernative indette dai comitati dei familiari degli ostaggi prigionieri di Hamas. Non solo. L'opposizione ha minacciato la convocazione di uno sciopero generale se il governo non rispetterà la sentenza della Corte suprema che ha congelato il siluramento del capo dello Shin Bet. Come se tutto ciò non bastasse, un ulteriore sviluppo regionale si è registrato col lancio di un missile, da parte delle forze yemenite Houthi sostenute dall'Iran, alla volta di Israele. --