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Per ora da Mosca non è arrivato né un 'sì' né un 'no'. La Russia «sostiene» l'idea di una tregua in Ucraina, ma ci sono «sfumature» che vanno ancora analizzate, e comunque ogni cessate il fuoco deve essere «tale da portare ad una pace a lungo termine e affrontare le cause di fondo del conflitto». Questa la risposta di Vladimir Putin alla proposta scaturita dall'incontro di Gedda tra inviati americani e ucraini. I particolari vanno messi a punto con ulteriori «consultazioni con gli Stati Uniti», magari a livello di presidenti, ha aggiunto Putin, esprimendo «gratitudine» per gli sforzi del suo omologo americano Donald Trump per mettere fine al conflitto. Ma nulla di più. La risposta di TrumpPutin ha fatto una dichiarazione «molto promettente» ma «non completa», ha detto Trump incontrando il segretario generale della Nato Mark Rutte, precisando che sarebbe «un momento molto deludente per il mondo» se la Russia rifiutasse un piano di pace. «Mi piacerebbe incontrami, parlare con Putin», ha fatto sapere ancora Trump. La questione della tregua e delle possibili condizioni per la pace sono al centro di colloqui tra lo stesso Putin e l'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, cominciati in serata nel più stretto riserbo nella capitale russa. Mosca non ha precisato quando avranno termine, ma secondo il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, presente in conferenza stampa con il capo del Cremlino dopo un incontro bilaterale, il confronto potrebbe estendersi anche alla giornata di oggi. Per il momento Putin non ha voluto mostrare alcun cedimento, ma nemmeno segnali di chiusura che rischierebbero di guastare i rapporti con Washington. I punti da chiarire «L'idea di un cessate il fuoco in se stessa è corretta e la sosteniamo, ma ci sono sfumature che dobbiamo discutere», ha sottolineato Putin citando alcuni aspetti tecnici, come chi dovrà ordinare la cessazione delle ostilità, o come controllare la tenuta della tregua su una linea del fronte lunga 2.000 chilometri. E come verificare che l'Ucraina non usi la tregua temporanea per continuare «la mobilitazione forzata e gli approvvigionamenti di armi». E con questo Putin ha confermato tutte le perplessità espresse dai suoi collaboratori nelle ore precedenti. In particolare dal consigliere Ushakov, secondo il quale la proposta di cessate il fuoco di 30 giorni «rappresenta solo l'approccio dell'Ucraina» ed è una soluzione «affrettata» che non condurrebbe ad una soluzione «duratura» del conflitto. Mentre per la Russia, come ha sottolineato Putin, dovrebbe portare alla soluzione delle «cause di fondo» del conflitto. In primo luogo, dunque, sbarrando la strada ad una adesione di Kiev alla Nato. Una condizione sulla quale, secondo Ushakov, la Russia ha già incassato il consenso di Washington. Ma Mosca insiste anche nella cessione da parte dell'Ucraina delle quattro regioni (Donetsk, Lugansk, Zaporizhzhia e Kherson) parzialmente occupate dalle forze russe, oltre alla Crimea, annessa fin dal 2014. Zelensky denuncia «Il dittatore russo Vladimir Putin vuole respingere la proposta degli Stati Uniti di un cessate il fuoco di 30 giorni con l'Ucraina. Per riuscirci, pone richieste impossibili», denuncia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel suo discorso serale riportato da Rbc-Ucraina. «Abbiamo tutti sentito dalla Russia parole molto prevedibili e una manipolazione da parte di Putin sulla tregua: in realtà sta preparando un rifiuto fin da ora». --