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Al giuramento di Donald Trump erano in prima fila o quasi, tendendo la mano alla nuova amministrazione e segnalando una netta inversione di rotta rispetto al primo mandato in cui la Silicon Valley si era mostrata ostile. Il 20 gennaio scorso Elon Musk, Mark Zuckerberg e Jeff Bezos erano sorridenti uno accanto all'altro nella Rotunda di Capitol Hill per assistere all'avvio della presidenza Trump 2.0. Ed erano più ricchi che mai grazie alla volata di Wall Street e alle valutazioni record delle loro società. Nelle ultime sette settimane, però, lo scenario è cambiato e cinque dei miliardari che avevano «scommesso» su Trump si sono «impoveriti» complessivamente di 209 miliardi di dollari. Il first buddy Musk è il più colpito: dal 17 gennaio ha bruciato 148 miliardi di dollari dopo essere arrivato a valere il record di 486 miliardi il mese precedente grazie alla volata di Tesla. Da allora però le vendite del colosso delle auto elettriche sono crollate in Cina e in Europa, e Musk è travolto quotidianamente dalle critiche per i suoi tagli con il Dipartimento per l'Efficienza del Governo. Il presidente Trump, ha affermato che acquisterà una nuova Tesla per dimostrare il suo sostegno al principale donatore e consigliere della campagna elettorale, l'amministratore delegato della stessa casa automobilistica, Elon Musk. «Domani mattina comprerò una Tesla nuova di zecca come dimostrazione di fiducia e sostegno a Elon Musk, un vero grande americano - ha annunciato Trump -. Perché dovrebbe essere punito per aver messo le sue straordinarie capacità al servizio di Make America Great Again???».Dopo aver trascorso i primi quattro anni di Trump a litigare su Amazon e il Washington Post, Jeff Bezos si è congratulato con il presidente per la vittoria, ha donato un milione di dollari per l'inaugurazione e ha cenato con lui a Mar-a-Lago lo stesso giorno in cui ha annunciato che gli editoriali del Washington Post avrebbero avuto al centro solo le libertà personali e il libero mercato. Dal 17 gennaio Amazon ha perso a Wall Street il 14%, facendo perdere a Bezos 29 miliardi. Perdite a due cifre anche per Sergey Brin, il co-fondatore di Google che dopo aver protestato contro Trump per le sue politiche dell'immigrazione nel 2017, ha cenato con il presidente a Mar-a-Lago lo scorso dicembre. Brin ha bruciato 22 miliardi di dollari da gennaio, complice anche il pugno duro dell'amministrazione sull'antitrust. --