Soldi sottratti dai conti della sorella, 85enne condannata a tre anni

Maria Fiore / VIGEVANOEra finita a processo dopo la denuncia della nipote, figlia di sua sorella. E ora per Silvana B., 85 anni, di Vigevano, è arrivata la condanna a tre anni per peculato e omessa rendicontazione: la procura le contestava spese, non giustificate, per 32mila euro nel periodo in cui era stata amministratrice di sostegno della sorella. Il collegio dei giudici presieduto da Elena Stoppini ha anche disposto la confisca delle somme contestate in favore della parte civile, una donna di 75 anni che si è costituita con l'avvocata Maria Verduci di Pavia. La denunciaEra stata proprio la parte civile, nipote dell'imputata, a segnalare la vicenda alla procura. Caso che, per un errore, era finito tra gli atti del procedimento a carico di Sergio Contrini, l'ex assessore comunale di Pavia finito sotto inchiesta per decine di casi di amministrazioni di sostegno sospette, dai quali erano emerse anomalie. Un errore che ha rallentato il procedimento, poi comunque partito dopo che l'avvocata della nipote dell'imputata ha presentato una nuova querela. Di certo dopo il caso Contrini furono condotte diverse verifiche sulle pratiche degli amministrati in tribunale e tanti procedimenti sono diventati processi, alcuni ancora in corso, o già sentenze. La contestazioneSecondo quanto ricostruito dal capo di accusa, l'imputata viene nominata amministratrice di sostegno dell'anziana sorella nel 2010, incarico che mantiene per nove anni, fino al 2019, quando la sorella muore.A quel punto, anche per via della procedura di successione, la nipote dell'amministratrice, figlia dell'anziana, si rivolge a un legale perché ci sono alcune cose che non tornano nella gestione dei conti della mamma, in relazione ad alcune spese per lei sostenute. Emergono, secondo quanto ricostruito dal processo, alcune anomalie, per una somma di 32mila euro: spese che non risultano nemmeno rendicontate, così come prevede la legge. La segnalazione viene inoltrata prima al giudice tutelare e poi segnalata in procura. Pochi giorni fa, dopo alcune udienze in cui sono stati sentiti diversi testimoni, è arrivata in tribunale la sentenza di condanna. All'imputata non resta che fare appello. --