«Serve un altro medico di base»: cinque sindaci chiedono aiuto ad Asst

CASEI Un altro medico al più presto. Lo hanno chiesto durante un incontro (nella foto) con i vertici di Asst Pavia, i sindaci di Casei Gerola, Corana, Cornale e Bastida e Silvano Pietra, che negli ultimi anni hanno visto ridursi drasticamente i medici di famiglia del loro ambito. Se fino a poco tempo fa i medici generici erano tre, ora ce n'è uno a titolo definitivo, il dottor Mussini, per quasi 4.500 residenti, a cui dopo una serie di avvicendamenti se ne è aggiunto un secondo in via temporanea, il dottor Colombo. L'incontro è stato richiesto appunto a pochi giorni dall'insediamento di Colombo, che ha preso il posto della dottoressa Ines Pombou, che è già apprezzato, ma ha un contratto a tempo determinato. Gli abitanti della zona da maggio, ovvero da quando è andato in pensione il dottor Arrigoni, hanno visto ruotare alla scrivania diversi professionisti e speravano di avere finalmente un secondo medico fisso. A supporto delle esigenze dei residenti, quindi, i primi cittadini hanno chiesto di incontrare il direttore sociosanitario Iannello, il direttore del distretto Da Prada e il coordinatore infermieristico Camerlengo per rappresentare loro le difficoltà che la comunità incontra, aggravate dalla presenza di tanti anziani. I dirigenti di Asst hanno illustrato i problemi normativi e specifici della provincia di Pavia, dove si riscontrano carenze in 54 ambiti territoriali, ma hanno anche avanzato proposte di lavoro congiunto e annunciato la pubblicazione di un nuovo bando nei prossimi mesi. «Comprendiamo le difficoltà - ha commentato il sindaco di Casei, Leonardo Tartara, che ha ospitato l'incontro in municipio -, ma riteniamo che la situazione non sia più sostenibile e chiediamo l'inserimento di almeno un altro medico effettivo. Abbiamo ambulatori rinnovati e disponibili che abbiamo messo a disposizione gratuitamente». In attesa del prossimo concorso, Asst si è offerta di lavorare su un progetto di assistenza infermieristica della casa di comunità che supporti l'attività dei medici. I Comuni sono pronti a supportare l'iniziativa con la comunicazione nei confronti dei cittadini. «La situazione è critica e ci preoccupa - aggiunge Tartara - e pur comprendendo che Asst sta facendo tutto il possibile e che la scelta degli ambiti compete esclusivamente ai medici, dobbiamo difendere la nostra popolazione, che in parte è anziana e ha bisogno di assistenza e relazione costante». --S.Sim.