Dieta e giuste abitudini contro la sclerosi Lo studio del Mondino

PAVIALo studio della sclerosi multipla, malattia infiammatoria e neurodegenerativa che colpisce il sistema nervoso centrale, è al centro delle attività di ricerca dell'Istituto neurologico Mondino. Ad occuparsene è Roberto Bergamaschi, responsabile dell'Unità di Ricerca Sclerosi Multipla della Fondazione Mondino che, per quasi tre anni, ha ricoperto l'incarico di direttore scientifico dell'istituto pavese. Sono circa 1.500 all'anno i pazienti affetti da sclerosi multipla in cura al Mondino, la metà proviene da fuori provincia e un terzo da fuori regione. La ricerca sta facendo significativi passi in avanti, ma si conosce ancora relativamente poco dei meccanismi alla base di questa patologia disimmune. «Esistono una possibile predisposizione genetica e l'esposizione in giovane età a infezioni virali, però da sole non sono sufficienti a sviluppare la patologia - spiega Roberto Bergamaschi -. Quelli che stanno emergendo in modo sempre più netto sono alcuni precisi fattori di rischio, oggi al centro di studi specifici circa il loro impatto sulla sclerosi multipla».La ricerca si sta concentrando sul ruolo della cosiddetta "dieta occidentale", particolarmente ricca di grassi animali e di alimenti processati industrialmente, con conservanti e sostanze chimiche che sono potenzialmente infiammatori e quindi possono favorire lo sviluppo e l'evoluzione sfavorevole della malattia. Necessario, sottolinea Bergamaschi, limitare l'abitudine al fumo, assumere cibi anti - infiammatori (frutta, verdura), incrementare l'attività fisica. «Sono invece difficilmente attuabili altri interventi correttivi, in particolare limitare l'emissione di inquinanti atmosferici che si sono dimostrati fortemente correlati sia al rischio di ammalarsi di sclerosi multipla, sia al rischio di sviluppare una forma più grave di malattia». --St. Pr.