Insediamento ex Cielle l'alt della Provincia «È necessaria la Via»
pinaroloServirà la Valutazione di impatto ambientale (Via), a posteriori, per l'insediamento produttivo della ex Cielle di località Negrera, ora di proprietà del gruppo Af Property. Con decreto del settore Tutela ambientale della Provincia, infatti, nei giorni scorsi il progetto è stato assoggettato alla Via, in quanto una serie di criticità per le componenti di viabilità e biodiversità «non permettono di escludere possibili ulteriori impatti ambientali significativi a seguito della realizzazione del progetto» si legge nel documento, trasmesso agli enti interessati. Ora la società ha due mesi di tempo per presentare l'istanza. In questo caso, però, si tratta di un procedimento a posteriori, visto che i capannoni all'interno della ex Cielle sono già in funzione (con una quarantina di dipendenti). Come spiega la Provincia, l'iter rientra in un procedimento sanzionatorio, avviato a giugno nei confronti della proprietà, che ha messo in funzione l'insediamento produttivo, con attività di deposito e magazzinaggio di superficie maggiore di tre ettari, senza la procedura di verifica alla Via. Della vicenda si è interessato anche il Comune che, nelle more della legge regionale, è riuscito a non far bloccare l'attività dell'insediamento durante la procedura. Per quanto riguarda la viabilità, secondo la commissione Via, sia la Sp 15 "Maccabruna" che la Sp 187 "Bressana-Broni" non sono in grado di sopportare l'aumento del traffico generato dall'insediamento, in quanto le soluzioni alternative proposte nel progetto, per la zona di Pinarolo e Robecco, non sono state ritenute efficaci. Secondo la Provincia, la soluzione ottimale sarebbe la realizzazione di una viabilità alternativa di collegamento tra l'ex Cielle e la statale 35 dei Giovi, unica arteria adeguata a sopportare il passaggio dei camion. Sul fronte della biodiversità, invece, la Provincia non ha giudicato adeguate le risposte fornite dalla società e ha chiesto una relazione tecnica sulle caratteristiche degli edifici, per verificare eventuali impatti sulla fauna (presenza di vetrate, superfici riflettenti, sistemi di allarme sonori) e un'indagine agronomica per adeguare le opere di compensazione ed escludere la presenza di specie animali e vegetali tutelate; infine, viene richiesta la realizzazione di barriere per regolare la circolazione della fauna e di un sistema di trattamento delle acque reflue. --Oliviero Maggi