Torre del Maino, drone in volo per verificare danni e rischi

Maria Fiore / PAVIACome sta la torre del Maino? Esiste un rischio di crolli o di cedimenti dalle facciate e dal tetto? E quindi pericoli per i passanti? Per rispondere a questi dubbi, che stanno prolungando il periodo di chiusura di piazza Leonardo da Vinci dopo la caduta di frammenti dal monumento, lo scorso 30 gennaio, il Comune ha chiesto supporto ai vigili del fuoco: i rilievi straordinari sulla torre sono stati eseguiti ieri mattina con un drone che ha registrato filmati ad alta definizione sullo stato della torre, per valutare appunto i danni e i rischi. Gli accertamenti sono stati eseguiti dal Nucleo regionale Sapr (Sistemi aeromobili di pilotaggio remoto), di norma impegnato in attività di soccorso, ma stavolta ingaggiato per fotografare lo stato della torre.Le immagini e i filmati raccolti dal drone saranno poi analizzati dagli uffici tecnici del Comune. Da una primissima valutazione, fatta sul posto, il tema non sembra essere la stabilità della torre ma lo stato di manutenzione delle facciate di mattoni e del tetto, dove sarebbero stati in effetti riscontrati problemi legati all'esposizione alle intemperie, al trascorrere del tempo e all'azione degli uccelli. In attesa dei risultati dei rilievi l'area della piazza sottostante le torri (quella del Maino e Fraccaro) resterà chiusa fino al 28 febbraio. Una chiusura che potrebbe anche essere prorogata. Filmati ad alta definizioneLa torre del Maino è di proprietà del Comune (mentre sono dell'Ateneo la torre Fraccaro e dell'Orologio) ed è proprio l'amministrazione che ha chiesto supporto ai vigili del fuoco per eseguire i rilievi. Il Nucleo dei vigili del fuoco specializzato in questo tipo di attività, che è intervenuto insieme ai colleghi di Pavia, ha utilizzato un drone in grado di scattare fotografie e registrare filmati ad alta definizione. Il drone si è soffermato sulle quattro facciate, "sbirciando" anche nei fori tra i mattoni, e sul tetto, per quasi un'ora. «Gli uffici del Comune faranno poi una relazione tecnica e sulla base di questa si deciderà il da farsi, anche in relazione alla chiusura della piazza - spiega l'assessora ai Lavori pubblici e Patrimonio, Alice Moggi -. Sulle torri c'è l'idea, che porteremo avanti con l'Università, di un sistema di monitoraggio permanente, con sensori che potranno fare un tracciamento continuo della situazione. L'accordo con l'Ateneo sarà presto formalizzato». Sul piano strutturale le torri sono state messe in sicurezza negli anni Novanta: quella del Fraccaro con l'installazione di piastre di contrasto, tuttora visibili sulle pareti esterne, e la torre del Maino con un sistema di cerchiatura interna, uno scheletro formato da un sistema di girelli in acciaio per contrastare la dilatazione dell'edificio. La caduta di frammentiL'allarme per la caduta di frammenti dalla torre del Maino era scattato alla fine di gennaio (ma già in passato si erano verificati distacchi di materiale che avevano portato ad una serie di controlli strutturali). Calcinacci erano stati notati ai piedi del monumento da un passante e per precauzione si decise subito di transennare l'area sottostante. Il pericolo è proprio legato alla caduta dei frammenti: un rischio per i passanti, vista la considerevole altezza da cui i calcinacci si staccano (la torre del Maino è alta 51 metri). Fino al 28 febbraio quindi la piazza, su ordinanza del Comune, resterà inaccessibile tra via Lazzaro Spallanzani, via Defendente Sacchi e via Maria Corti, cioè la traversa che inizia subito dopo la cripta di Sant'Eusebio per poi incrociare via Mentana. Gli studenti del collegio Fraccaro potranno utilizzare l'ingresso dal cortile ovest, verso corso Carlo Alberto. --