La Corte dei conti: «Chirichelli versi 900mila euro ad Asm»

Maria Fiore / PAVIAL'ex presidente di Asm Pavia, Giampaolo Chirichelli ha provocato un danno di immagine alla ex municipalizzata che va quantificato in 900mila euro, per il ruolo avuto nella vicenda dal maxi buco da 1,8 milioni di euro, scoperto nel 2016 dalla Finanza. Lo ha stabilito, con una sentenza depositata nei giorni scorsi, la prima sezione d'appello della Corte dei conti, presieduta dal magistrato massimo Lasalvia, che ha respinto il ricorso di Chirichelli contro la sentenza di primo grado della magistratura contabile. In appello è arrivata, di fatto, una conferma del danno subito da Asm Pavia.L'ex presidente di Asm Pavia, rappresentato dall'avvocata Francesca Giuffrè di Roma, aveva già risarcito oltre un milione di euro per il danno patrimoniale. In primo grado, sul fronte penale, Chirichelli fu condannato a otto anni per peculato, pena poi ridotta a 4 anni e 4 mesi con un concordato in appello (una sorta di patteggiamento). Le firme sugli assegniNella vicenda del buco da 1,8 milioni di euro a Chirichelli fu contestato di avere firmato 11 assegni solo all'apparenza intestati al Comune di Pavia ma che avevano in realtà come beneficiario l'ex contabile dell'azienda Pietro Antoniazzi. Tramite quegli assegni avvenne l'ingente distrazione di denaro dalle casse di Asm Pavia. L'ex contabile riferì nel processo di avere poi consegnato a Chirichelli la somma 450mila euro, in virtù di un accordo illecito stipulato in precedenza. La quantificazione del danno di immagine è il doppio della cifra contestata sul piano penale. I motivi del ricorsoIl danno di immagine era stato già riconosciuto, nel 2023, da una prima pronuncia della Corte dei Conti, ma Chirichelli aveva fatto ricorso, ritenendo che la «società non abbia subito alcun danno economico conseguente alla lesione dell'immagine» e che, in ogni caso, il danno patrimoniale «è stato interamente risarcito». In aggiunta, nel ricorso Chirichelli lamentava una presunta disparità di trattamento, visto che gli altri soggetti coinvolti erano stati condannati a pagare cifre più basse.Le motivazioni della CorteSecondo le motivazioni della Corte dei Conti, tuttavia, quel danno, «che trae origine dalla condotta del dipendente infedele che genera discredito nella collettività, determina un pregiudizio che compromette il rapporto di fiducia ed affidamento nelle istituzioni». La quantificazione del danno, quindi, per i magistrati contabili è «equa e commisurata alla gravità della condotta, alla posizione di vertice del Chirichelli, alla reiterata e dolosa violazione delle norme e dei doveri di servizio su di esso gravanti e alla notevole diffusione mediatica della notizia». La sentenza non è ancora definitiva. La difesa di Chirichelli dichiara: «Stiamo preparando il ricorso in Cassazione, perché a nostro avviso quella somma non è dovuta». Per Asm Pavia (che sul caso ha ritenuto di non rilasciare dichiarazioni) sarà comunque difficile riscuoterla: Chirichelli, infatti, risulta nullatenente. --