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Stavolta è il Covid a far litigare la maggioranza. Colta di «sorpresa» dai meloniani, è Forza Italia a salire sul ring contro l'alleato che ha scelto di denunciare - in una conferenza stampa a Montecitorio - «lo scandalo delle mascherine contraffatte» emerso da un'audizione della commissione covid, a guida Fratelli d'Italia. Incontro mai anticipato né concordato, contestano gli azzurri. Che silurano FdI con una nota. Ufficialmente attaccano il metodo: «L'abbiamo appreso dalle agenzie stampa», è la premessa. Ma è per la gestione «padronale» della commissione che si inalberano. «Una commissione d'inchiesta non è uno strumento a uso di un singolo gruppo», denunciano Licia Ronzulli, Stefano Benigni e Annarita Patriarca, i forzisti della commissione. Al contrario - ricordano - la commissione «è chiamata a mantenere uno sguardo obiettivo, svolgere audizioni, fare un'attività istruttoria e a fine lavori, dopo un'accurata riflessione, approvare una relazione». Altrettanto spiazzata probabilmente, FdI tace. A parte le repliche che riserva alle opposizioni. Dal Pd ai 5S fino ad Avs, tutti si associano alle critiche di FI («dai patrioti un comportamento scorrettissimo e delinquenziale», osservano i Dem) e rilevano che lo stesso «mood poliziottesco» non si applica alla ministra Daniela Santanché, accusata di truffa all'Inps durante la pandemia. Nel centrodestra si apre una nuova crepa. In aggiunta a quella sul fisco su cui Lega e Forza Italia si punzecchiano da giorni. Matteo Salvini insiste sulla «prioritaria» rottamazione delle cartelle, dopo una riunione interna. E provoca i forzisti, fermi invece sul taglio dell'Irpef, annunciando che «nei prossimi giorni ci saranno i primi passi istituzionali». Cioè del governo, lascia intendere --