«Superano l'inverno nascoste nelle fessure e diffondono malattie»

paviaCome possono diffondersi le zecche in quantità così vasta nel pieno centro di una città? «Basta che ci siano degli animali, come ad esempio i piccioni, perché le zecche possano diventare parassiti di questi animali e continuare a riprodursi», risponde l'etologo pavese, Alberto Meriggi. Anche secondo l'istituto nazionale di zooprofilassi, infatti, la presenze di fessure dove dimorano animali sono un ambiente ideale per le zecche durante l'inverno. Solitamente, infatti, le zecche tendono a uscire allo scoperto nei mesi caldi. Ma le condizioni "riparate" delle intercapedini del Taramelli possono aver agevolato la proliferazione. «Anche perché - aggiunge il professor Meriggi - una volta che le zecche iniziano a fare da parassita, poi depositano le uova. E continuano a riprodursi». Una situazione come quella che potrebbe esseri verificata al Taramelli. Ma di preciso, che tipo di parassiti sono le zecche? Una risposta la fornisce l'istituto nazionale di zooprofilassi. Spiegando che una presenza di zecche vicino agli umani è altamente sconsigliata, in quanto possono attaccarsi anche all'uomo per succhiare sangue e rischiano di trasmettere malattie. «Le zecche sono artropodi, appartenenti agli Ixodidi compresi nella classe degli Aracnidi, la stessa di ragni e scorpioni - spiegano dall'istituto di zooprofilassi -. Si tratta di parassiti esterni, delle dimensioni che variano da qualche millimetro a circa 1 centimetro secondo la specie e lo stadio di sviluppo. Il corpo tondeggiante e il capo non distinguibile dal corpo, è munito di un apparato boccale (rostro) in grado di penetrare la cute e succhiare il sangue degli ospiti. E sono in grado di trasmettere alcune malattie, in particolare encefalite virale e diversi tipi febbre». --S.bar.