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PAVIAIn Italia il 78% delle aziende vorrebbe assumere nuove risorse ma non trova candidati con le necessarie competenze. Ed è il dato più alto di sempre per il nostro Paese. Il problema è riscontrato soprattutto nei settori "trasporti, logistica e automotive", "sanità e life sciences" e "industria e materiali" e dalle imprese di medio-grandi dimensioni. Il gap riguarda soprattutto le competenze digitali. È quanto emerge dal nuovo rapporto "Talent Shortage" di ManpowerGroup, multinazionale leader mondiale nelle innovative workforce solutions, che ha intervistato oltre 40mila datori di lavoro in 42 Paesi del mondo. i settori in difficoltàEntrando nel dettaglio, in Italia la mancanza di competenze è avvertita soprattutto dalle aziende del settore "Trasporti, logistica e automotive" dove l'84% afferma di avere difficoltà di reperire talenti, +10% rispetto a media globale. Pochi candidati anche nel comparto "Sanità e life sciences", con l'83% delle aziende che non trovano risorse, +6% della media mondiale, e nel settore "Industria e materiali" (82%, +9%). Il talent shortage è poi segnalato dal 77% del settore "Beni di consumo e servizi", dal 75% del settore "IT" e "Finanza e immobiliare", dal 71% di "Energia e utilities" e dal 70% delle "Telecomunicazioni". Il problema è sentito in particolare nelle imprese di dimensioni medie (50-249 lavoratori) e medio-grandi (250-999), rispettivamente con valori dell'82% e del 79%, mentre è meno sentito in quelle grandi (1000-4999), col 70%, e grandissime (oltre 5000 persone) con il 74%. Le competenze più difficili da trovare si confermano essere quelle informatiche, come indica un datore di lavoro su quattro (24%). Quasi uno su cinque segnala la mancanza di skill nell'amministrazione (18%), mentre per il 17% c'è richiesta di competenze relative alla manifattura, alla logistica, al front-office e alla relazione coi consumatori. Nel confronto globale, il dato italiano appare superiore alla media, dove il 74% delle organizzazioni mondiali riferisce difficoltà a trovare personale. Restringendo l'analisi all'Europa, la condizione italiana risulta decisamente migliore di quella della Germania, dove il talent shortage raggiunge l'86%, valore più alto al mondo, e in linea con Paesi come Francia e Regno Unito, entrambi al 76%. Nel continente spicca il dato della Polonia (59%), tra i Paesi al mondo con le minori difficoltà di reperimento. Tra le strategie messe in campo da molte aziende per risolvere la carenza di talenti, fa sapere Anna Gionfriddo, amministratrice delegata di ManpowerGroup Italia, è l'upskilling e reskilling, cioè la formazione del personale già in azienda. --Stefania Prato