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paviaDi fronte alla «costante diminuzione della dotazione organica delle Province», particolarmente pesante in Lombardia «perché la Regione ha perseverato nell'operazione di delegare funzioni, non sempre con il contestuale adeguamento delle correlate risorse economiche e umane», è davvero «opportuno aumentare «in modo così consistente lo stipendio dei dirigenti» dell'ente, vista la saturazione del tetto della spesa del personale e quindi di assunzione di personale per l'erogazione dei servizi pubblici?». Lo chiede ai vertici della Provincia Stefania De Biase della Fp Cgil. La determinazione dirigenziale di "Costituzione del fondo per la retribuzione di posizione e risultato del personale dirigente anno 2025" prevede di portare il fondo stesso a 363mila euro per i 5 dirigenti in servizio (uno a tempo determinato che si è aggiunto dal 2023 ai 4 presenti in precedenza). Nel provvedimento si parla di un adeguamento del fondo di 62.312 euro, oltre a circa 18mila di aumenti relativi alla contrattazione nazionale.Il fondo riguarda appunto la retribuzione di posizione e risultato, nel caso specifico circa 72mila euro in media a dirigente che si aggiungono alla retribuzione tabellare di circa 40mila euro. Con possibilità di ulteriori incentivi legati alla progettazione e al Pnrr.La Provincia da parte sua replica: il fondo già lo scorso anno, per effetto dell'aggiunta di una nuova dirigente, era di 355mila euro (nel 2022, i dirigenti erano quattro, era di 260mila euro), quindi l'unico ritocco, di 7.794 euro, è quello previsto dal contratto nazionale. «Non abbiamo apportato alcun aumento - dice il presidente Giovanni Palli - lavorando, alla stregua di tutti gli altri enti locali, in applicazione della normativa per la costituzione del fondo dei dirigenti e dei dipendenti. Daremo seguito, con particolare attenzione alle fasce più deboli, a strumenti utili a valorizzare ancora di più i nostri dipendenti che ogni giorno ci permettono di far correre l'amministrazione provinciale. È chiaro che dalla lettura degli atti si evince il buon lavoro della Provincia». Controreplica De Biase: «Gli aumenti relativi al contratto nazionale erano facoltativi. La scelta della dirigenza non ci sembra congrua, perché satura la spesa del personale ulteriormente. Eventuali richieste di riduzione della spesa del personale siano poste solo a carico del fondo della dirigenza». La Provincia sul punto assicura che la spesa del personale è molto lontana dalla saturazione e viene costantemente monitorata e che le modifiche al salario accessorio non impattano sul fondo del comparto. --L.Si.