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Filiberto Mayda / vogheraIl ministero dello Sport ha messo a disposizione, per tutti i Comuni fino 50mila abitanti, un massimo di 80mila euro per il progetto "Bici in comune". Il quale, come lascia intuire il titolo, punta alla promozione della mobilità su due ruote. E se la confinante Tortona ha scelto di presentare la richiesta degli 80mila euro per collegare fisicamente due delle sue piste ciclabili principali, la giunta Garlaschelli ha invece scelto un'altra strada, quella della promozione turistica. L'idea di sfruttare, da un lato, le potenzialità turistiche e culturali della città - a cominciare dal castello visconteo e dal Duomo - fino a sfruttare la greenway che collega Voghera con Varzi, attraversando una delle aree più belle della provincia e, ovviamente, dell'Oltrepo collinare. La propostaIl progetto approvato dalla giunta si chiama "Pedalata tra Storia e Sapori - Voghera Vintage Ride" e, leggiamo, «mira a promuovere l'uso della bicicletta come mezzo di trasporto sostenibile e strumento per scoprire il patrimonio culturale, naturale e gastronomico di Voghera e dell'Oltrepo Pavese. La città, con la sua posizione strategica lungo la Greenway e la ricchezza di testimonianze storiche, può diventare il punto di partenza ideale per un'esperienza unica, che unisca mobilità dolce e valorizzazione del territorio».In particolare si immagina un percorso storico-artistico che collegherà il castello visconteo, il Duomo di Voghera, e il teatro Valentino Garavani, con tappe che raccontano la storia della città. Poi un percorso enogastronomico, ovvero «un tragitto che attraversa le colline dell'Oltrepo, con soste presso cantine, aziende vinicole e produttori locali per degustazioni e visite guidate». Infine, un percorso naturalistico con un itineriario lungo la greenway «per scoprire i paesaggi e le bellezze naturali del territorio, degustazioni itineranti, momenti di incontro con i produttori locali durante il percorso».Tutto molto bello, ma restano alcuni aspetti concreti da risolvere: la scarsità, la poca manutenzione e sicurezza delle piste ciclabili cittadine, e poi quel nervo scoperto della Velostazione, inaugurata una decina di anni fa come panacea di tutti i mali che affliggevano i ciclisti, e mai funzionante. I nervi scopertiPer quello che riguarda le manutenzioni e la sicurezza (per capirci: le auto regolarmente posteggiate sulle ciclabili), la sindaca Paola Garlaschelli dice: «Al momento non è in programma un'estensione della rete delle piste ciclabili, ma ci impegniamo a salvaguardare e a effettuare le necessarie manutenzioni per garantire sicurezza e funzionalità. Il rispetto delle regole è poi essenziale per garantire la qualità della vita in città. Per questo motivo, abbiamo chiesto alla polizia locale d'intervenire sul problema delle soste irregolari, comprese quelle lungo le piste ciclabili, adottando un approccio che non sia solo sanzionatorio, ma aperto al dialogo ed educativo». Sul caso Velostazione, invece, precisa: «Il problema della Velostazione è una questione che ci sta molto a cuore. La creazione della Velostazione risale ad anni fa, le precedenti amministrazioni ne avevano assegnato la gestione ad Asm. Negli anni passati il progetto non è decollato come le amministrazioni si attendevano. Oggi riteniamo che ogni investimento deve partire da una base solida e da un progetto ben definito. Per questo, con senso di responsabilità, abbiamo lavorato alla stesura di un progetto concreto, che possa rappresentare il punto di partenza per una strategia di sviluppo. Ora è arrivato il momento di provare a trasformare questa visione in realtà, individuando un percorso che possa collegarsi a un investimento sostenibile e utile». --