Senza Titolo
Dopo drammatiche ore di riflessione, Benjamin Netanyahu e l'establishment della sicurezza israeliano hanno accettato la lista di quattro ostaggi che torneranno a casa oggi, senza mandare a monte l'intero piano, nonostante le accuse ad Hamas di aver violato l'accordo siglato a Doha. A uscire da Gaza saranno infatti quattro soldate osservatrici ventenni: Karina Ariev, Daniella Gilboa, Naama Levy e Liri Albag, coloro che lanciarono inascoltate l'allarme sui movimenti di Hamas prima del 7 ottobre. Mentre restano escluse da questo secondo gruppo della prima fase le uniche due donne civili: Arbel Yehud e Shiri Bibas (madre dei due bambini Kfir e Ariel). Il piano che l'organizzazione terroristica si era impegnata a rispettare prevedeva invece l'obbligo di liberare per prime tutte le donne ancora in vita e non militari. Come era stato concordato, prima delle quattro del pomeriggio Hamas ha consegnato al Qatar la lista delle quattro rapite. Il primo ministro al Thani ha inoltrato i nomi al direttore del Mossad David Barnea e l'ufficio di Netanyahu lo ha annunciato, mentre ai media è stato indicato di non pubblicare le identità prima che le famiglie venissero informate. Contemporaneamente Hamas ha diffuso i nomi delle soldatesse, portate vie dall'avamposto militare di Nahal Oz, al confine con Gaza, il 7 ottobre 2023. Una doccia fredda per Israele, che ha subito fatto filtrare sui media la protesta ai mediatori per la violazione dell'accordo firmato con Hamas. In cambio delle soldatesse, ora Tel Aviv dovrà scarcerare per ognuna 50 detenuti palestinesi, 30 dei quali sono condannati all'ergastolo. In totale si stima che nel secondo round escano di cella 200 detenuti. --