Neonata rapita in ospedale e ritrovata Ore da incubo per la mamma pavese

Anna Ghezzi / paviaCentottanta lunghissimi minuti di terrore, poi Valeria Chiappetta, mamma casalinga di Pavia che ora vive a Cosenza, ha ricominciato a respirare e, con lei, papà Federico, commesso in un supermercato. La loro piccola Sofia, rapita nella clinica Sacro Cuore di Cosenza in cui era venuta alla luce il giorno prima, è stata ritrovata dalla polizia vestita di azzurro, tra le braccia di un'altra coppia a Castrolibero, a meno di 10 minuti di auto da lì. Era in corso una festa di benvenuto al nuovo nato: quando è arrivata la polizia, la donna che teneva in braccio Sofia si è chiusa nel mutismo, familiari e amici increduli. La polizia ha arrestato Rosa Vespa, 51 anni e il marito Acqua Moses, di 43, senegalese: sono stati individuati in poche ore grazie alle immagini di videosorveglianza della clinica. Ora sono in carcere. All'origine del gesto forse una gravidanza desiderata e mai arrivata, trasformatasi in ossessione.La piccola Sofia, che subito dopo la liberazione era stata portata all'ospedale Annunziata per controlli, ieri mattina è stata riconsegnata al padre che l'ha portata insieme agli agenti, alla moglie ancora ricoverata nella clinica. Oggi, forse, potranno tornare a casa. Il ritrovamentoIl fiocco azzurro sul portone e in casa palloncini colorati e dolcetti sul tavolo attorno al quale erano radunati parenti ed amici. È stata questa la scena surreale che si è presentata agli investigatori della Squadra mobile quando sono arrivati a casa di per il sequestro di Sofia. Una «pantomima», l'ha definita il capo della mobile Gabriele Presti, messa in scena per celebrare l'ingresso in casa del loro primo figlio, Ansel. Dentro la tutina azzurra, però, i poliziotti hanno trovato Sofia. La festa era solo il secondo atto di una messa in scena più grande: Rosa Vespa ha simulato per nove mesi la gravidanza e l'8 gennaio con un post su Facebook ha annunciato la nascita di Ansel. Qualche giorno dopo è tornata a casa senza il bimbo, a tutti aveva detto che era in ospedale per accertamenti. Ma non poteva durare: così nel tardo pomeriggio di mercoledì è andata alla clinica Sacro cuore con il marito, si è messa una mascherina sul volto e ha bussato ad una camera chiedendo se il neonato doveva fare il bagnetto. Alla risposta negativa, è passata alla stanza successiva. Qui ha trovato mamma Valeria e Federico con Sofia, il primogenito e le nonne. Spacciandosi per puericultrice, ha preso la piccola. Non vedendola tornare, la mamma si è preoccupata ed ha chiesto informazioni. È stato scoperto il sequestro e subito sono scattati posti di blocco. Fondamentali per il ritrovamento, ha spiegato Presti, la descrizione della donna, la conoscenza del territorio e la videosorveglianza. i video decisiviIn un video dentro la clinica si vedono i due mentre escono con la piccola; in un altro all'esterno se ne vanno a bordo di un'Alfa Romeo 147. Gli agenti sono risaliti all'intestatario dell'auto e sono piombati a casa. Secondo alcuni poliziotti, Moses sarebbe apparso sorpreso al pari degli invitati, ignari di tutto. Ma le indagini proseguono e lo stesso Presti ha sottolineato come fosse presente nel momento del rapimento. Si dovrà accertare il movente, capire se la donna avesse fatto sopralluoghi nei giorni precedenti e pianificato il rapimento. Le attenzioni degli investigatori si concentrano anche sulla clinica Sacro cuore e i controlli: chi doveva sorvegliare le uscite con neonati al seguito? Per gli investigatori è invece certo che Sofia sia stata una «vittima casuale» e che «nessun contatto» è emerso «tra la famiglia della piccola e i coniugi fermati». La premier Giorgia Meloni ha ringraziato gli investigatori della Squadra mobile. --