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VIGEVANOCi vuole un fisico bestiale per resistere agli urti della vita... e qualche volte anche alla sfiga... e bisogna capire, oltre lo spartito di Luca Carboni, se la Elachem Vigevano ce l'ha, oppure no. Di sicuro, la sfortuna ci vede benissimo dal momento che, dopo gli infortuni a Stefanini, rientrato non al top domenica a Cremona, ma anche a Raspino che sarà out ancora per alcune settimane, certo non si sentiva la mancanza di una frattura del secondo metacarpo della mano sinistra di Kris Strautmanis, procurata durante un'azione di gioco sempre al PalaRadi di Cremona nella domenica... bestiale che, in un attimo, ha frantumato il sogno di metter fuori la testa per la prima volta dalla zona playout, ovvero dallo spettro di un epilogo di stagione angoscioso, ma che pare ora sempre meno evitabile. Certo, ci sono ancora sedici giornate, ma forse è il momento di qualche etto di sano realismo. la reazioneCoach Pansa proverà a capire, in questa settimana di duro lavoro e di fegato spappolato tra rabbia e preoccupazione, se si è trattato solo (si fa per dire) di un tragico inatteso incidente, oppure no. E comincerà canticchiando a denti stretti che ci vuole molto allenamento per stare dritti contro il vento. Lavoro duro per stare bassi sulle gambe e difendere forte. Visto che segnare più di 70 punti con questi ferri non è scontato, non ti resta che sbatterti, aiutare, soffrire perché siamo sempre ad un incrocio, sinistra, destra oppure dritto, il fatto è che è sempre un rischio. Ci vuole un fisico bestiale per stare nel mondo dei grandi e ci vuole un attimo di pace... per controllare emozioni, tempi, gioco. Poi bisogna parlare alle persone e tirar fuori quello che non va perché siamo tutti un po' malati, ma siamo anche un po' dottori e, soprattutto, siamo tutti molto ignoranti, ma siamo anche un po' insegnanti... per dire, guarire, insegnare, magari capire, cosa? Che, Cassina o meno con la maglia grigia e il fischietto in bocca, a protestare da dentro il campo non serve, assorbe energie, pone in cattiva luce, impermalosisce una categoria già abbastanza permalosa di suo...Per ricordare che se ti danno uno da marcare e ti dicono tutto di lui, persino la marca di mutande e cosa prende come amaro a fine pasto, beh... non puoi dimenticartelo dopo due azioni, passare sotto i blocchi e restare a bocca aperta se quello, che ci sta aspettando da una vita, ne mette un grappolo, da sette metri e più, perché ce l'ha nelle corde. E poi, vabbè, arriviamo a un altro dunque, molto delicato, ma prima o poi da capire e far capire.Perché con o senza Stefanini prestazioni e facce gialloblù cambiano dal giorno alla notte, non solo a Cremona? Parliamo di ventidue gare di questa stagione. Semplicemente Stefanini ha bisogno di palla in mano venti secondi prima di costruirsi un tiro? La squadra non gradisce o si sente meno responsabilizzata, meno coinvolta se il bomber catalizza troppi palloni? Oppure, c'è un altro modo per capitalizzare il miglior marcatore italiano di A2 per media punti? E, forse un po' più diretti: siamo tutti sulla stessa barca con la stessa durissima rotta, convinti, insieme davvero, magari sopportandoci, ma consapevoli che prima si arriva insieme dove si deve e poi, nel caso, liberi tutti? Se augurabilmente sì, meglio dimostrarselo forte, qui e ora, senza se e senza ma. Perché, non fosse ancora chiaro, da qui alla fine ci vuole un fisico bestiale (soprattutto collettivo)... perché siam barche in mezzo al mare... --Fabio Babetto