Pale eoliche sul monte Giarolo ormai è una valanga di «no»
VARZIÈ un secco no da parte dei Comuni, delle comunità montane e della province di Pavia e Alessandria contro il progetto di realizzazione di una serie di pale eoliche da installare a ridosso del Monte Giarolo che prevede l'installazione di 20 torri alte oltre 200 metri sul crinale dell'Appennino a ridosso dei monti Chiappo, Ebro e Giarolo. Il tutto per produrre energia pulita. Il 15 gennaio scadeva il termine per presentare osservazioni in merito a questo progetto, ma soprattutto era il termine ultimo per motivare il parere favorevole o contrario.«E per la terza volta - sottolinea il sindaco di Fabbrica Curone, Roberto Deantoni - abbiamo ribadito il nostro parere contrario motivandolo con numerose osservazioni che sono state inviate al ministero». Sulla stessa lunghezza d'onda il Comune di Santa Margherita di Staffora guidato da Andrea Gandolfi. «Parere contrario anche da parte nostra come amministrazione ma anche come Comunità montana dell'Oltrepo pavese - sottolinea Gandolfi - con numerose osservazioni che sono inviate al ministero a partire dall'impatto ambientale che questo impianto avrebbe sul territorio andando contro il vincolo paesaggistico che è completamente diverso da quello che viene proposto nel progetto». Così come la Regione Piemonte che in una nota ha sottolineato la carenza di documentazione progettuale e di analisi degli impatti ambientali. «La giunta regionale nell'ambito della valutazione non esprime parere positivo sul progetto del nuovo impianto eolico Monte Giarolo che interessa le Valli Borbera, Curone e Staffora con 20 torri alte 200 metri su uno dei crinali più belli dell'Appennino». Al ministero dell'Ambiente è arrivata dunque una valanga di osservazioni contrarie. «Nel caso specifico - rimarca l'assessore regionale del Piemonte Enrico Bussalino - oltre all'impatto ambientale, l'area di cantiere sarebbe molto invasiva, soprattutto perché la zona è soggetta a numerosi dissesti idrogeologici. Un tale progetto potrebbe danneggiare il turismo, l'agricoltura locale e la qualità della vita degli abitanti». --A. D.