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GAMBOLò Cambia la ditta che si occupa della mensa scolastica a Gambolò e da febbraio aumenterà il costo giornaliero dei pasti consumati. Il bando è stato assegnato dal Comune alla Volpi srl di Sant'Angelo Lodigiano, che prende il posto dell'azienda Dussmann. Il nuovo servizio parte con un aumento di 70 centesimi a pasto per tutti i bambini dei vari gradi scolastici, dal nido alla scuola elementare: da 4,50 a 5,20 euro al giorno. La minoranza di "Obiettivo Comune" contesta questa spesa in più per i cittadini. «Ci sono gli adeguamenti Istat - commenta la consigliera Helena Bologna (Forza Italia) - e il costo della materia prima è aumentato negli anni, ma chi fa politica ha il dovere di prendere delle decisioni pro cittadino. Questa amministrazione sceglie di spendere 26mila euro per dei video di promozione, sceglie di rifare aree della città asfaltate pochi anni fa, come in corso Umberto I. Questa amministrazione sceglie di spendere quasi 56mila euro per gli eventi della Pro loco e altri 300mila euro per mettere a posto via Robecchi. Negli anni in cui sono stata assessora ai servizi alla persona pagavamo la quota rimanente del buono pasto: era stata una scelta mirata nei confronti delle famiglie. Una manciata di centesimi in quota al Comune, che però sollevavano le famiglie da un'ulteriore spesa». Alla rimostranze della minoranza risponde il sindaco. «Innanzitutto - spiega Antonio Costantino - credo che un aumento di 70 centesimi non sia una spesa così esagerata, considerato che i buoni pasto non venivano toccati da 6 anni e che se fosse rimasta l'altra ditta il costo sarebbe stato maggiore. Dobbiamo considerare anche gli aumenti di luce e gas. Noi puntiamo alla qualità del servizio, e comunque ci sono già esenzioni e ristori per le fasce deboli. Vedremo poi con il consuntivo se sarà possibile applicare ulteriori aiuti. In seconda battuta poi non possiamo confondere il capitolo dei lavori pubblici e degli eventi con il capitolo dedicati ai servizi sociali. I fondi per l'asfaltatura di via Robecchi, per esempio, fanno parte di un bando dedicato appositamente a quello e non si possono destinare finanziamenti a libero arbitrio. Chi ha amministrato un Comune dovrebbe saperlo». --Mauro Depaoli