Fallimento Ast, assolti l'ex sindaco Sala e altri 3 accusati di bancarotta e peculato
Sandro Barberis / vigevanoFinisce con tutti e quattro gli imputati assolti con formula piena il processo per il fallimento del consorzio Ast (Agenzia per lo sviluppo territoriale) di Vigevano, bocciate in toto quindi la richieste di condanne avanzate dal pubblico ministero Roberto Valli.Tra gli assolti c'è Andrea Sala, architetto e politico della Lega, sindaco di Vigevano per 10 anni e ora consigliere regionale: l'assoluzione evita quindi anche la sospensione da consigliere che sarebbe potuta arrivare in caso di condanna. Assolti anche Carlo Cavigliani, ex presidente della Fondazione Roncalli, Massimo Boccalari, ex presidente del consorzio Ast (è stato assolto per prescrizione anche dall'accusa di malversazione), e Alessandro Mazzoli, ex direttore di Ast e dell'area formazione di Fondazione Roncalli. Per Sala l'accusa aveva chiesto una condanna a 3 anni e 4 mesi, per Cavigliani e Mazzoli erano stati chiesti tre anni, per Boccalari due anni e nove mesi. Tutte richieste di condanna respinte dal collegio giudicante presieduto dal magistrato Vincenzo Giordano con a latere le togate Giulia Eleonora Aresini e Valentina Nevoso. Il tribunale ha disposto anche la restituzione di oltre 334mila euro alla Fondazione Roncalli, soldi che erano stati sequestrati in fase d'indagine. Alla lettura delle sentenza Sala, accompagnato per la prima volta durante questo processo dalla moglie, si è lasciato andare in un abbraccio proprio con la moglie e poi con i suoi legali Gianpiero Berti e Pietro Giorgis. Un pianto liberatorio anche per Alessandro Mazzoli e strette di mano plateali con i legali per Massimo Boccalari. Non era in aula invece Carlo Cavigliani. l'ultima udienzaIeri c'è stata l'udienza conclusiva del processo con le repliche del pm e delle difese, dopo le richieste di condanne e le arringhe difensive che c'erano state a metà dicembre. Il pm Valli ha ribadito la linea dell'accusa, sostenendo la colpevolezza degli imputati che avrebbero contribuito al fallimento del consorzio Ast. Mentre le difese hanno sostenuto che «le indagini erano state effettuate senza sentire attori importanti di questa vicenda come il notaio Elio, un processo che non si doveva nemmeno celebrare perché nessuno degli imputati ha avuto vantaggi economici personali da questa vicenda». Repliche durate circa un'ora, poi verso le 11 i giudici si sono ritirati in camera di consiglio per due ore. E sono usciti con la sentenza. «Una liberazione dopo anni di gogna», hanno detto a caldo tutti gli imputati. L'indagine ruotava attorno all'ipotesi che una parte del consorzio Ast, prima della messa in liquidazione partita nel 2016 con una delibera del Comune e poi del fallimento, avvenuto a marzo del 2019, sia stata fatta transitare nel patrimonio della Fondazione Roncalli. Una distrazione di beni, quindi, a cominciare dal trasferimento del ramo formazione, ancora in grado di produrre utili. Una tesi bocciata dal tribunale. --