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Falsa partenza per il processo penale telematico. Nelle prime due giornate di avvio «numerosissime in tutta Italia sono state le segnalazioni di errori di sistema». La denuncia arriva dall'Anm, dopo che dal primo gennaio è in vigore il deposito con modalità esclusivamente telematica di atti e documenti nei procedimenti penali. Si tratta di un «fallimento annunciato», accusa l'Associazione dei magistrati. Il ministero della Giustizia, da parte sua, pochi giorni fa ha ricordato che la scelta di rendere obbligatorio il processo penale telematico è stata fatta nel corso della precedente legislatura con la legge Cartabia e che comunque ci sarà per un periodo transitorio un doppio binario per consentire il deposito con la vecchia modalità. L'Anm fa presente che negli uffici giudiziari «si sono prorogati (in alcuni casi di soli tre mesi) i termini di transizione al nuovo regime digitale, peraltro limitatamente a pochi procedimenti e senza tenere nel debito conto il rischio per l'efficienza della giurisdizione che potrà provocare la massiva, improvvisata e immediata digitalizzazione del processo penale. Si pretende - sottolinea l'Associazione - di mandare in esercizio i moduli più complessi ed estesi di un applicativo informatico (app) senza che lo stesso sia stato efficacemente testato presso gli uffici, e tanto pur sinora essendosi registrati di continuo numerosissimi malfunzionamenti». Viste le criticità registrate nelle prime due giornate, l'Anm si chiede «cosa avverrà a partire dal prossimo 7 gennaio, quando in modo più consistente, riprenderanno le udienze del dibattimento penale in tutti i Tribunali. A partire da quel momento, le criticità già profilatesi incideranno negativamente sulle attività giudiziarie per le quali non è stata preservata la temporanea possibilità di proseguire con il sistema di deposito a doppio binario. Che ne sarà della gestione di una udienza dibattimentale, di una richiesta di patteggiamento o di una lista testimoniale, qualora il sistema di deposito telematico non funzionasse?». Il ministero sostiene di essersi trovato «nella condizione obbligata di dovere dare esecuzione agli impegni presi dal precedente esecutivo rendendo possibili i depositi telematici nei procedimenti penali a partire dal 14 gennaio 2024». Ma dopo una prima fase di «fisiologico assestamento», ormai l'app, rilevano da via Arenula, «è utilizzata costantemente per i depositi di atti processuali nel procedimento di archiviazione». --