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Italiani pessimisti sul futuro economico del Paese su cui vedono aleggiare anche lo spettro della disoccupazione. Così, nonostante la tredicesima appena arrivata, il Natale si profila sottotono, con una gelata sui consumi tradizionali per pranzi, cene e regali, anche perché più della metà della gratifica ricevuta da lavoratori e pensionati verrà erosa da rate, mutui, bollette e tasse. Gli italiani vedono nero È l'Istat a certificare che il clima di fiducia dei consumatori a dicembre flette per il terzo mese di fila (da 96,6 a 96,3) e in peggioramento sono anche le opinioni sul bilancio familiare e quelle sull'opportunità di risparmiare. La situazione economica del Paese spaventa provocando un calo del clima economico (da 97,8 a 96,1) e di quello futuro (da 93,8 a 93,3). Insomma, le misure inserite dal governo nella legge di bilancio non hanno pienamente convinto le famiglie, dicono i consumatori. E allora, dice Federconsumatori, «dei 50,9 miliardi di euro incassati per le tredicesime, ben poco rimarrà in tasca agli italiani perché circa il 65% è eroso da rate, mutui, bollette e tasse». «Anche se la componente relativa alle opportunità di acquistare beni durevoli, ossia i beni che si comperano tipicamente a Natale, ha un rimbalzo, il recupero è talmente impercettibile (0,3 punti) che dopo essere precipitata a novembre da -60,6 a -71 non può indurci all'ottimismo» spiega Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori. «Neanche la Legge di Bilancio ha avuto un effetto sulle speranze degli italiani, visto che le attese sulla situazione economica dell'Italia scendono (da -34 a -37,5) e anche le attese delle famiglie diminuiscono (da -15,8 a -16), un calo minimo ma indicativo di quel mancato miglioramento che normalmente si verifica dopo gli annunci delle misure contenute in manovra» rileva Dona. Confcommercio conferma che le famiglie mostrano «preoccupazioni legate in gran parte a timori di un possibile peggioramento del mercato del lavoro» e spiega che «il numero di occupati è ai massimi, ma si restringono le possibilità di ulteriori ampliamenti, sia per ragioni demografiche che per i deficit strutturali sul piano della formazione continua e dell'istruzione». Ciò che manca in questo momento «è un impegno reale sul fronte dei prezzi, che dopo due anni di inflazione alle stelle continuano a salire in settori chiave come gli alimentari, e misure efficaci sul fronte della difesa del potere d'acquisto dei cittadini», dice Carlo Rienzi, presidente Codacons. In questo quadro, Confesercenti auspica che «gli ultimi giorni del mese possano dare una spinta decisiva: le festività valgono circa 23 miliardi di euro di consumi sul territorio - tra spese delle famiglie e dei turisti - in gran parte concentrati nelle due settimane finali, che non sono considerate dalla rilevazione Istat». --