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Fabrizio Guerrini / VogheraNon chiudere il ponte di Bressana per 40 giorni, la prossima estate, evitando a oltre 5mila pendolari (alessandrini e pavesi) l'assalto ai bus sostitutivi per raggiungere Pavia e Milano. M5s e Pd, attraverso i loro rappresentanti in Regione, chiederanno alla giunta lombarda e al governo di premere sulle Ferrovie perché si cambi il programma dei lavori sulla linea ferroviaria. Dal 1 giugno al 21 agosto i convogli per Milano (e ritorno) saranno su un solo binario. Ma è dal 21 luglio al 29 agosto la fase peggiore quando è prevista la chiusura totale della linea Voghera-Pavia con la necessità delle corse sostitutive. Dal 30 agosto al 28 settembre si tornerà a muovere i convogli su un solo binario (si prospetta anche il senso unico alternato per le auto sul ponte di Bressana). Sarà, la prossima, un'intera estate, insomma, con la peggiore delle condizioni di viaggio. Un allarme sociale lanciato l'altra sera dal convegno Pd in sala Zonca. Simone Verni, referente provinciale di M5s annuncia: «Ho già raccolto la disponibilità del consiglieri regionale Nicola di Marco e della deputata Valentina Barzotti al fine di aprire un canale con la giunta regionale e il governo orientato a impedire la chiusura del ponte». Ma Verni torna anche sulla mozione, che fu votata all'unanimità, da lui presentata in Regione nel 2020 , in cui si chiedeva a Regione e Rfi di convocare un tavolo di programma per il prolungamento della tangenziale ovest di Pavia con un nuovo ponte ferro-gomma sul Po.Tutti d'accordo, allora. Poi il silenzio. E, adesso, un solo ponte, quello di Bressana è un collo di bottiglia difficile da gestire.«Ma come faranno?»Simone Negri, consigliere regionale Pd (presente l'altra sera a Voghera) è pronto a fare passi istituzionali perché si riveda il programma dei lavori al ponte di Bressana che, in alternativa, potrebbe essere chiuso (come chiedono le associazioni pendolari) solo la notte lasciando il binario unico.«Mi chiedo, altrimenti - dice - come si possano gestire i bus sostitutivi per migliaia di persone. Si deve trovare e presto un'altra soluzione». I dati alla mano del consigliere parlano chiaro: ogni giorno sono 5.600 i pendolari alessandrini e tortonesi che partono da Alessandria sulla Alessandria-Pavia-Milano. Sono 1.600 i vogheresi che salgono sui convogli a Voghera. Un bus può ospitare 50 passeggeri. Servono oltre 30 bus ogni mattina solo per partire dall'Oltrepo. Tutti mezzi che andrebbero a gravare la già asfissiante circolazione sulla ex statale dei Giovi. A che ora un lavoratore o uno studente arriverebbe a destinazione a Pavia e a Milano? I precedenti delle corse sostitutive in altre zone non rassicurano. Dai pendolari arrivano intanto altre proposte. Franco Aggio, portavoce di Mimoal (che difende i diritti dei viaggiatori della Mortara-Vigevano e dell'Alessandria-Mortara-Novara) prospetta l'utilizzo, durante i lavori al ponte, proprio della Alessandria-Mortara, ipotizzando la partenza dei convogli da Voghera: tratta più lunga, ma treni assicurati. Davide Benzoni, referente dei pendolari oltrepadani, avanza un'altra proposta: «Si potrebbe potenziare il traffico sulla Alessandria-Torreberetti-Pavia - dice - con i pendolari vogheresi portati in bus sino alla stazione di Sannazzaro». Resta il nodo dei 40 giorni di chiusura totale del ponte di Bressana. Pd e M5s non hanno dubbi: il ponte non può essere chiuso. I pendolari, da parte loro, vogliono conoscere per tempo quale sarà il loro destino: in bus o in auto. O puntando sulle ferie. --