Poveri, numeri stabili per l'Isee ma per i volontari è un boom

Servizi socialiVogheraRimane stabile nell'ultimo anno, e in generale è in discesa rispetto a dodici mesi fa, il numero di chi può accedere agli aiuti povertà di Voghera. Il dato si ricava dal numero delle domande inoltrate al Comune per il contributo ordinario, ovvero il riconoscimento economico che spetta a chi ha un Isee inferiore a 5000 euro, destinato alla spesa, al pagamento delle utenze o del canone di locazione. Ad averlo richiesto per il primo semestre del 2025 (è appena scaduto il termine) sono state 675 famiglie, un numero in linea con quello registrato sei mesi fa per il secondo semestre 2024, quando le richieste erano state 665. Lo stesso aiuto a gennaio 2024 era stato richiesto da 792 famiglie, e prima ancora da 748 (giugno 2023) e 840 (gennaio 2023) nuclei in difficoltà.Il contributo ordinario, per la città di Voghera, prevede uno stanziamento semestrale di oltre 250mila euro. Mediamente si riconosce un contributo che varia dalle 70 alle 125 euro al mese, per sei mesi. Di fronte alla stabilizzazione del dato, l'assessore ai servizi sociali esprime un cauto ottimismo: «I dati dimostrano - dice Federico Taverna - che siamo sotto la soglia delle 700 domande presentate ormai per due semestre consecutivi. La chiave di lettura è positiva: credo che possiamo evincerne che diversi nuclei familiari abbiano migliorato le loro condizioni economiche. Andremo a soddisfare tutte queste 675 domande, così come abbiamo sempre fatto in precedenza». Se a prima vista il dato appare positivo, però, non è detto che coincida necessariamente con una generale diminuzione dei poveri in città: più probabilmente sono i poverissimi ad essere diminuiti, mentre sono aumentati quelli nella fascia appena superiore, ma in difficoltà economica. È questa la lettura che ne danno, piuttosto, le associazioni che operano nel sociale in città. Sia Voghera Oltrepo Solidale che Croce Rossa, due tra le più attive sul territorio, confermano che non hanno notato alcuna diminuzione delle richieste di aiuto economico, ma semmai un aumento (che per Cri è di circa il 10%) del numero delle famiglie che entrano nei rispettivi programmi di assistenza. Come mai? Forse perché i parametri sono stringenti, e finiscono per escludere chi magari ha un Isee di 6, 8 o 10mila euro. Numeri che di certo non bastano per essere definiti benestanti. Purtroppo al momento le casse municipali non riuscirebbero a supportare un aumento delle soglie, ma non è escluso che non si possa prevedere qualche beneficio in più per le fasce più anziane. «Intanto - dice Taverna - ringrazio le associazioni, che svolgono un lavoro importantissimo, soprattutto nei casi di emergenza». --SERENA SIMULA