"Giocattolo sospeso" per ora non si fa «Penalizzati i bimbi che hanno poco»
Silvio Puccio / paviaRegali di Natale a rischio per decine di bambini in difficoltà, il "giocattolo sospeso" è in pausa: mancano gli atti per riorganizzarlo, visto che durante l'epoca Fracassi si è andati avanti "sulla parola", come spiegato dall'assessore al Commercio Rodolfo Faldini (Facciamo centro). Difficile, in questo momento, partire entro le Feste: «Era un aiuto per noi commercianti e un'opera buona per i bambini, che rischiano di essere penalizzati» dice Fabio Pareschi della cartoleria Pascoli di via Torquato Tasso, una delle attività che ha aderito con convinzione alle precedenti edizioni. «L'anno scorso abbiamo contribuito con quasi 400 euro di giocattoli, donati grazie alla generosità dei clienti che, anche quest'anno, sono tornati a chiederci dell'iniziativa. Ma parlando con il Comune ci hanno detto che almeno per adesso non è possibile ripeterla». Come funzionaAlla pari del caffè al bar, il "giocattolo sospeso" (prima edizione nel 2020) si basa sul buon cuore delle persone che, come se fossero al bancone, acquistano un regalo presso i negozi aderenti. I commercianti li mettono da parte, poi il Comune li ritira per portarli all'oratorio di San Primo, che nelle passate edizioni ha collaborato allo smistamento regali distribuendoli alle associazioni, che si occupano di lenire le tante fragilità sociali di Pavia. Una dozzina i negozi che, in occasione delle Feste passate, hanno aderito al progetto di beneficenza. Tra questi, anche la cartoleria Pascoli: «Si rischia di penalizzare soprattutto i bambini - aggiunge Pareschi - ma con la concorrenza dei negozi on line, il "giocattolo sospeso" dava una mano anche a noi commercianti, vista la crisi del commercio di prossimità. A Pavia, inoltre i negozi di giocattoli sono sempre di meno. Quando mi sono informato con il Comune, mi è stato risposto che si tratta di un'iniziativa meritoria ma da migliorare, e per questo serve tempo». «Lodevole, ma serve tempo»L'assessore al Commercio, Rodolfo Faldini spiega le ragioni del Comune: «Si tratta di un'iniziativa lodevole che sono propenso a portare avanti. Ma fino a oggi, tuttavia, è stata fatta quasi a titolo personale dall'assessore precedente, senza un atto di indirizzo burocratico a sostegno del progetto» spiega il componente della giunta, riferendosi all'ex assessora leghista Roberta Marcone. «Sopratutto quando si parla di donazioni, attività di questo tipo vanno incardinate attraverso atti poiché, per quanto lodevoli, hanno bisogno di essere regolamentate. Agli uffici serve tempo per produrre i documenti necessari e la mia intenzione è di coinvolgere anche altri oratori, non uno soltanto. A due settimane dal Natale, non so se riuscirà a fare in tempo, ma l'impegno è di provarci. In ogni caso, lavorando con anticipo, faremo in modo di attivare il progetto l'anno prossimo». --