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Beppe Grillo torna a parlare dopo giorni di silenzio. Il fondatore lascia intendere che sul contrassegno del M5s è pronto alla guerra legale. Invita l'attuale gruppo dirigente a «farsi un altro simbolo», ma non solo. E ribadisce l'impegno per dare al Movimento «un decorso altro e meraviglioso». «Ho un'idea che vi svelerò, non finisce qui», è l'avvertimento. Grillo siede alla guida di un carro funebre e dentro ci mette simbolicamente il Movimento: «È stramorto», «disintegrato» da Giuseppe Conte, dice. In sottofondo, però, suona l'Inno alla gioia. «Il M5s è compostabile, l'humus che c'è dentro non è morto e noi siamo qui». Sullo sfondo, dunque, lo spettro di una scissione. Ma per mosse e contromosse, bisognerà attendere il voto degli iscritti al M5s. Che da domani all'8 dicembre torneranno a esprimersi proprio sull'eliminazione del ruolo del garante. «Andate a votare, se no andate per funghi», dichiara richiamando lo slogan degli astensionisti a lui vicini. Ma «questa comunità non si fa calpestare, non vuole andare per funghi», è la replica da Conte. Grillo non risparmia l'invettiva. Definisce Conte «mago di Oz», responsabile della distruzione. All'identità del M5s creato con Casaleggio, contrappone Conte e «un partitino progressista, metodi da Dc». --