Lo sciopero generale fa il pienone in città in corteo sono più di 700

Silvio Puccio / paviaContro la legge di bilancio del governo Meloni, oltre 700 persone sotto le finestre della prefettura: è lo sciopero generale indetto da Cgil e Uil. I due sindacati criticano ormai da mesi il documento e le ricadute previste sui servizi ai cittadini (come la sanità) sul potere d'acquisto di pensionati e lavoratori e sull'efficienza dell'amministrazione pubblica. «Questa manovra impone nuova austerità e penalizza chi paga le tasse» dice al microfono Carlo Barbieri, coordinatore provinciale della Uil, di fronte a una piazza Guicciardi gremita com'è accaduto in poche occasioni recenti. «Questa legge di bilancio è un passo indietro per il Paese» aggiunge Fabio Catalano, segretario generale della Cgil Pavia. «Servono risorse, non tagli. Nel frattempo, il governo pensa a opere inutili come il ponte sullo Stretto di Messina, che costerà 13 miliardi».In tutta ItaliaDa Torino a Palermo, da Milano a Roma, decine le città attraversate dai cortei dei lavoratori con migliaia di partecipanti nelle piazze principali. Anche Pavia si è unita alle manifestazioni: la marcia dei sindacati è cominciata presso i giardini del Castello Visconteo per terminare in piazza Guicciardi, sede della Prefettura (cioè l'espressione del governo in provincia). Lo sciopero di ieri è il culmine di settimane di scontro tra governo e sindacati, che contestano la legge di bilancio in corso di approvazione, cioè il documento che mette nero su bianco come lo Stato intende spendere (o tagliare) risorse per i servizi pubblici, le pensioni o il rinnovo dei contratti nazionali. E tra i settori interessati c'è anche la sanità: «Il sistema dell'assistenza è ormai al collasso - dice Andrea Galeppi della Uil Fpl - per questo, ai politici dico di farsi un giro in pronto soccorso o di richiedere un esame senza appoggiarsi a conoscenze personali, così da rendersi conto di cosa provano i cittadini ogni giorno. Nel frattempo si parla di aumenti irrisori per i contratti di medici e infermieri, mentre il ministero della Salute ha annunciato di voler arruolare infermieri dall'India: si parla tanto di delocalizzazione delle fabbriche, ma nel frattempo il governo importa lavoratori sottopagati dall'estero al posto di valorizzare i nostri professionisti, che tutto il mondo ci invidia». Ma secondo i sindacati, la sanità non è l'unico settore colpito dalla manovra: «Questa legge di bilancio sta affossando la pubblica amministrazione, i cui dipendenti sono senza contratto da tre anni» afferma Americo Fimiani della Fp Cgil (funzione pubblica). «Per cento dipendenti pubblici che andranno in pensione ne entreranno solo 75, un blocco del turnover che avrà impatti sui servizi ai cittadini. Nel frattempo, al posto di mettere in campo risorse per aumentare gli stipendi e recuperare il potere d'acquisto divorato dall'inflazione, il governo propone ai dipendenti pubblici di rimanere in servizio fino a 70 anni. Questa è una politica fatta solo di tagli». «Elemosina ai pensionati»In provincia, un pensionato su tre (in maggioranza donne) vive con un assegno da appena 600 euro, ma l'aumento previsto dalla manovra per le minime, invece, sarà di appena tre euro al mese. «Anziché recuperare fondi attraverso la lotta all'evasione fiscale, il governo si accontenta di dare un'elemosina alle persone», dice Riccardo Panella di Spi Cgil, sindacato dei pensionati. --