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La parola d'ordine era, e resta, abbassare i toni. E ora pure minimizzare. Perché «l'inciampo» al Senato sul canone Rai diventa più grave di come già si era delineato nella notte tra lunedì e martedì. Il governo è andato sotto, offrendo il fianco agli attacchidelle opposizioni. Un incidente che si poteva e si doveva evitare. Lo aveva detto chiaro agli alleati Giorgia Meloni già nel vertice, tutt'altro che amichevole, di domenica sera, e lo avrebbe ribadito, più che irritata, dopo lo showdown sul canone Rai (in primis ad Antonio Tajani). Stiamo concentrati, non facciamoci male da soli, il messaggio della premier che oggi immaginava di godersi la «vittoria» incassata a Bruxelles con Raffaele Fitto vicepresidente della commissione von der Leyen bis. E invece si è ritrovata alle prese con uno dei momenti più delicati da inizio legislatura. Con il caos in Parlamento, con gli alleati rissosi e pronti a rivendicare spazio («ma la regola è che valgono i pesi parlamentari, come avete sempre detto a noi» avrebbe rammentato ai suoi interlocutori). Abbassiamo i toni, ci sono troppi fronti aperti - ripetono anche nella maggioranza - e chi lo riassume lo fa con lo sguardo rivolto anche verso il Colle dove sembra esserci sempre meno voglia di fare sconti. --