Stipendi in ritardo da mesi per sette operai all'Officina
Filiberto Mayda / vogheraQuando va bene arrivano a sfiorare i milleduecento euro mensili. Per quaranta ore di lavoro settimanali, quaranta ore di fatica vera se lavori all'Officina Ferroviaria di Voghera. Mica dietro una scrivania tutto il giorno. Ma per sette operai vogheresi della ditta "La Gardenia srl" di Isernia-Napoli, una delle undici società che hanno ottenuto l'appalto da Rete Ferroviaria Italiana (Rfi), il problema è anche un altro. Da "La Gardenia", denuncia il sindacato Cisl con il segretario Gaetano Di Capua e con il delegato Marco Polizzi, quei mille euro e rotti arrivano da tempo, da mesi, in ritardo. Negli ultimi tempi le attese sono arrivate fino a venti giorni. «I lavoratori, tutti con famiglia, sono pronti anche allo sciopero», annuncia la Cisl. Anche perché all'orizzonte c'è il pagamento della tredicesima e gli operai temono che possa essere un Natale difficile: «Non vorremmo arrivasse alla fine di gennaio», sbotta uno di loro. La direzione dell'Officina, come ha confermato anche il sindacato, si è detta vicina ai lavoratori e disponibile a intervenire nei limiti del possibile: «In ragione di un contratto di appalto tra Trenitalia e La Gardenia - precisa Rfi - , a fronte delle prestazioni rese da quest'ultima, Trenitalia/Omc Voghera, riconosce puntualmente alla società i corrispettivi dovuti. È la Gardenia a dover adempiere nei confronti dei lavoratori con retribuzioni e contribuzioni». La Gardenia srl, dal canto suo, contattata dalla Provincia Pavese, promette di intervenire: «In Voghera abbiamo relazionato recentemente con il Prefetto al quale abbiamo evidenziato gli enormi ritardi di pagamento della committente Trenitalia e per i quali abbiamo dovuto richiedere al nostro istituto bancario di fiducia apposito "plafond" per anticipo contrattuale per sopperire all'enorme ritardo. I dipendenti verranno pagati entro e non oltre fine mese novembre. Per tale motivo è stata fatta apposita comunicazione inviata a tempo debito».Ma intanto i lavoratori sono in un vero e proprio dramma. Ci racconta uno di loro: «Sono stato costretto per tre volte a pagare l'affitto in ritardo perché non arrivava lo stipendio e mi hanno sfrattato. E non ho neppure diritto al bonus affitti del Comune, perché ho un Isee troppo alto... In casa sono sempre di corsa, con il fiatone per pagare il mutuo, i finanziamenti. Ho una moglie che non ha lavoro, una bambina di pochi anni. Già è un'impresa vivere con mille euro, se poi arrivano sempre in ritardo...».Difficoltà e anche umiliazioni. Un altro operaio: «Una situazione del genere è terribile, mi ha creato anche problemi con mia moglie. Torno a casa e mi chiede quando andiamo a fare la spesa e devo rispondere che andremo al supermercato quando arriverà lo stipendio. È umiliante. Come è umiliante arrivare alla fine del mese senza più soldi ed essere costretti a chiedere aiuto a un parente o a un amico». Oltre le difficoltà che abbiamo appena ricordato, anche una ulteriore beffa. I lavoratori, segnala il sindacato, sono gli unici delle Officine a non aver ottenuto i ticket pasto. Un aspetto che è stato segnalato durante l'incontro alla Prefettura di Pavia. --© RIPRODUZIONE RISERVATA