Azzone: «Servono iniziative che coinvolgano tanti soggetti»
l'intervistapaviaUn anno fa, dopo la sua elezione a presidente della Fondazione Cariplo, Giovanni Azzone aveva ricordato che a breve alla provincia di Pavia avrebbe di nuovo potuto contare sul fondo di 5 milioni per gli Emblematici Maggiori. Professor Azzone, in quella occasione aveva sollecitato la provincia di Pavia a pensare per tempo ai progetti da presentare. «Speriamo che il lavoro sia stato fatto. Gli Emblematici Maggiori sono uno dei tanti strumenti messi in campi dalla Fondazione, quello forse più significativo per la dotazione importante, destinata a qualcosa che esula dalla normale programmazione e diretta a favorire iniziative che creano infrastrutture sociali e o che agiscano su criticità e disuguaglianze particolarmente rilevanti».Che tipo di progetti vi aspettate?«C'è la massima apertura, deve essere la comunità pavese a capire che cosa serve e dove c'è la possibilità di incidere. Bisogna però puntare a progettualità sistemiche, che interessino tanti attori, frutto di un'attività congiunta».Per gli Emblematici 2019 i tempi furono lunghi.«Abbiamo cambiato il processo di analisi dallo scorso anno, questo consentirà una notevole riduzione di tempi e la cosa ci sembra molto utile».Fondazione Cariplo ha appena varato il documento programmatico per il 2025, che destina alla Fondazione di comunità di Pavia 1 milione 188mila euro, e 400mila per gli Emblematici provinciali.«La commissione centrale di beneficenza ha rimesso a punto i vari strumenti, ora c'è una garanzia di copertura finanziaria per l'intero mandato della commissione, i criteri utilizzati sono stati resi trasparenti, ogni cittadino dei nostri territori ha diritto alle stesse risorse da Fondazione Cariplo, tenuto conto delle diverse dimensione ma prevedendo un fabbisogno minimo».Sulle linee generali ci sono novità?«Non cambiano: favorire la creazione e lo sviluppo sostenibile di ecosistemi territoriali, ridurre le disuguaglianze intervenendo sulle varie forme di povertà, allargare i confini oltre il territorio di riferimento, creare condizioni per far sì che il Terzo settore continui a svolgere il suo compito strategico. Visti gli ottimi risultati della gestione patrimoniale, ai 155 milioni destinati alla programmazione standard abbiamo aggiunto 60 milioni per tre programmi specifici - 20 milioni ciascuno - che dovrebbero dare risultati in un triennio. Il primo è stato già definito e riguarda i Neet, i giovani che non lavorano e non studiano. In una società che invecchia servono interventi di supporto a chi non riesce a integrarsi». --L.Si.