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PaviaOltre cento medici e infermieri hanno incrociato le braccia per lo sciopero della sanità indetto dai sindacati Nursing up, Anaao Assomed e Cimo-Fesmed: al San Matteo e negli ospedali di Asst sono stati registrati ritardi nell'attività operatoria, tanto che alcuni interventi meno urgenti sono stati rimandati perché il personale di sala ha aderito alla protesta, culminata nella manifestazione a Roma partecipata anche da infermieri della Provincia: «Serve un cambio di rotta, il governo deve vergognarsi per le poche risorse che la legge di Bilancio destina alla sanità e agli aumenti irrisori previsti dal rinnovo contrattuale: si sta parlando di 7 euro lordi» dice Vanessa Modica del sindacato Nursing Up, che rappresenta gli infermieri: una 30ina quelli che da Pavia sono partiti alla volta della capitale per aderire alla manifestazione. «Chiediamo rispetto per la nostra professione, visto che le aggressioni in ospedale continuano a ripetersi. Che la sanità pubblica stia rischiando il collasso è un dato di fatto: lo dicono i numeri sulle liste d'attesa e quelli sulla migrazione dei colleghi verso Paesi dove sono pagati meglio. Non ci resta che la rabbia: se non arriveranno risposte chiare in tempi brevi, le proteste andranno avanti». Ma già ieri, lo sciopero ha determinato una battuta d'arresto. Quattro sale su sediciAl policlinico hanno aderito 66 dipendenti di cui 55 infermieri o operatori del comparto: sembrano numeri risicati, ma gli ospedali sono un servizio essenziale e per questo devono garantire la presenza nei reparti anche in caso di sciopero. L'astensione, tuttavia, è stata sufficiente per ridurre l'attività delle sale operatorie: al Dea attive solo 4 su 16 e, fatte salve le urgenze, hanno rallentato anche le sale di Ortopedia e chirurgia pediatrica. Fonti dell'ospedale riferiscono di ulteriori ritardi anche nell'attività di alcuni ambulatori (come quelli pediatrici) e di reparti dove l'organico è stato ridotto ai minimi dall'agitazione, ma si tratta di informazioni non confermate dall'ospedale. Lo sciopero ha avuto un impatto anche sulle attività degli ospedali gestiti da Asst: 56 dipendenti dell'azienda sociosanitaria hanno aderito allo sciopero, cui 40 infermieri. Nonostante le urgenze garantite, l'astensione dal lavoro ha fatto saltare diversi interventi di elezione, che sono stati riprogrammati. Tra le altre cose, la protesta della sanità pubblica di ieri è stata indetta per chiedere maggiori risorse da destinare al servizio sanitario e all'assunzione di nuovi professionisti. I sindacati chiedono anche la depenalizzazione dell'atto medico, visto che l'Italia è uno dei pochi Paesi del mondo dove, ancora oggi, i dottori rischiano il carcere in caso di errore. Una legislazione che aumenta il ricorso alla medicina difensiva, cioè l'aumento di prestazioni sanitarie erogate dai medici per mettersi al riparo da denunce penali. Con un aggravio di costi per tutto il sistema. --Si.P