Omaggio dell'Università a Cesare Beccaria
Roberto LodigianiCesare Beccaria si laureò a Pavia in iure utroque (la giurisprudenza dell'epoca) nel 1758, sei anni prima di dare alle stampe, prudentemente in forma anonima a Livorno ( parte della tollerante Toscana dell'illuminista granduca Leopoldo II), il trattato "Dei delitti e delle pene", che ne avrebbe fatto il padre del diritto penale. Nel 260esimo di quell'evento e a 230 anni dalla morte del giurista e filosofo che rivoluzionò la concezione della giustizia nell'epoca dei Lumi, l'Università di Pavia gli rende omaggio con il convegno in programma oggi in Aula Foscolo (ore 17): interverranno il rettore, Francesco Svelto, e i docenti universitari Ettore Dezza, Philippe Audegean e Gianni Francioni.Nel 1760 si laurearono in diritto a Pavia altri due componenti dell'Accademia dei Pugni, il gruppo di giovani seguaci milanesi dell'illuminismo: Alessandro Verri e Giambattista Biffi. Forse fu proprio da queste esperienze accademiche che fiorirorono alcune delle convinzioni che pochi anni dopo porteranno Beccaria alla stesura del suo innovativo trattato e Alessandro Verri alla pubblicazione sulla rivista "Il Caffè" - da lui fondata con il fratello Pietro - dei suoi celebri articoli giuridici (Di Giustiniano e delle sue leggi, Ragionamento sulle leggi civili, Di alcuni sistemi del pubblico diritto). Dagli anni Ottanta del Novecento, del resto, l'ateneo pavese è stato al centro di un rinnovato interesse scientifico per Beccaria e il filone dell'illuminismo lombardo. Dalla scuola storico-filologica della facoltà di Lettere e Filosofia è uscita l'edizione critica e commentata di «Dei delitti e delle pene» (1984); qui è stata ospitata dal 1989 in poi la direzione dell'Edizione Nazionale delle opere di Beccaria, conclusa nel 2014 ; l'Università ha patrocinato e finanziato "Studi settecenteschi", unica rivista scientifica italiana interamente dedicata alla cultura dei Lumi, e è oggi punto di riferimento per la pubblicazione dell'Edizione Nazionale delle opere di Pietro Verri, nel cui ambito è in preparazione una nuova edizione critica del famoso carteggio dei fratelli Verri, a cura del professor Francioni.Pavia è dunque protagonista di una nuova stagione di studi di rilevanza internazionale, e in questo contesto si inserisce il breve ciclo di eventi che l'Università ha posto sotto il titolo Beccaria 2.6, cominciato con un convegno di carattere giuridico organizzato dal collegio Borromeo e che proseguirà domani con un ulteriore convegno, di taglio filosofico,. «Leggere "Dei delitti e delle pene" di Cesare Beccaria: questioni di metodo e prospettive di ricerca», in programma nell'Aula Goldoniana del collegio Ghislieri (ore 17), con le relazioni di Gianni Francioni, Philippe Audegean, Dario Ippolito, Gianvito Brindisi. Infine, sempre al Ghislieri, da dicembre, la mostra «Per Cesare Beccaria. Manoscritti, edizioni, cimeli», in cui saranno esposti carte riguardanti "Dei delitti e delle pene" e interessanti oggetti appartenuti al filosofo milanese (come la livrea e la feluca), facenti parte della collezione dell'ambasciatore Bernardino Osio (curatore dell'iniziativa con Francioni): al centro della sala San Pio, dove sarà allestita, campeggerà la grande statua in gesso raffigurante Cesare Beccaria, conservata nel Museo per la Storia dell'Università di Pavia. --© RIPRODUZIONE RISERVATA