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Il Paese «è a un bivio» e per rialzarsi servono «scelte coraggiose». E invece la manovra «al momento non offre risposte adeguate ai problemi e ai rischi segnalati» come la tendenza di una «crescita da zero virgola». Confindustria va in Parlamento e in audizione sulla legge di bilancio chiede al governo un cambio di passo con «sostegno agli investimenti e alle imprese». Tagli, risorse che mancano, misure marginali, altre addirittura assenti, forti preoccupazioni, rischi di effetti negativi. Dall'edilizia alla sanità al lavoro, sulla manovra si alza il grido di allarme di molte altre categorie. Che vanno in pressing perché la legge di bilancio venga rivista e corretta. Miglioramenti, del resto, chiesti anche dai partiti di maggioranza.La Lega gioca d'anticipo e annuncia un emendamento per ripristinare anche nel 2025 il taglio del canone Rai a 70 euro. Scatenando però la reazione di Forza Italia che alza un muro: non è nell'accordo di governo. Le voci contrarie Il primo giorno di audizioni in Parlamento - oltre dieci ore di interventi, ma con pochi parlamentari in presenza a - si apre dunque con un lungo cahier de doleances. Che parte dalle risorse «insufficienti» per salvare il servizio sanitario: i soldi sono pochi e non ci sono interventi cruciali, è la bocciatura della Fondazione Gimbe, che calcola come manchino 19 miliardi di qui al 2030 per coprire le misure già varate dal governo. Un quadro allarmante, vanno all'attacco le opposizioni: per i Dem il Gimbe conferma che Meloni affossa la sanità; per il M5s il Sistema sanitario è in codice rosso. Un altro allarme arriva da Confindustria dispositivi medici, che chiede di abolire subito il pay back che sta «mettendo a rischio il settore». Un appello subito raccolto dalla leader Pd Schlein: ce ne occuperemo, promette ad un evento nel distretto bio-medicale modenese. Il sindacato dei medici Anaao Assomed intanto denuncia: solo «briciole» che non favoriranno l'arrestarsi di una fuga di medici e infermieri. Ma il ministro dell Salute Orazio Schillaci prova a rassicurare: ci sono le risorse per la flat tax dei medici. Gli imprenditori - che mostrano di apprezzare il piano casa - da parte loro tornano a chiedere «un'Ires premiale» e invocano un cambio di strategia. «Troppo intrusiva» anche la previsione di un esponente del Mef negli organi di controllo societari che già fa discutere anche a livello politico. Gli imprenditori non sono convinti dal riordino delle detrazioni che così com'è rischia di «vanificare» il taglio fiscale per i redditi bassi. Sul fronte opposto, anche i sindacati, che ribadiscono la loro contrarietà: Cgil e Uil sono pronti a confermare lo sciopero generale del 29 novembre in assenza di risposte dal governo. Sul fronte sindacale la Cgil non va per il sottile e bolla manovra come una «fiera di tagli». --