Hashish e cocaina in carcere In appello arriva l'assoluzione
PaviaUna mattina di otto anni fa nel carcere di Torre del Gallo un agente della polizia penitenziaria scoprì mezzo chilo di droga, tra hashish e cocaina, nel sottofondo di una scatola di cartone contenente brioche. La destinazione di quel pacco non fu mai accertata, ma tre persone finirono sotto processo e alla fine una sola, un ex detenuto addetto al magazzino, fu condannata in primo grado alla pena di 3 anni e mezzo. Sentenza ora ribaltata: Giuseppe Parrino, 62 anni, è stato assolto dalla Corte di Appello di Milano. Le motivazioni del verdetto non ci sono ancora ma l'avvocato difensore dell'imputato, Francesco Vittadini, ha dimostrato che diverse persone avevano accesso al magazzino, che restava aperto ogni giorno dalle 8 alle 14. Nessuna certezza, quindi, che Parrino sapesse della droga presente nella scatola, che era destinata a qualcuno all'interno del carcere. La vicenda risale al 9 febbraio 2016, quando al magazzino detenuti del carcere di Torre del Gallo giunse un pacco in cartone contenente generi alimentari. Per regolamento, ogni involucro destinato a un detenuto deve essere aperto alla presenza di un agente. Quel giorno, l'assistente capo notò che nella confezione in cartone (inviata dalla fidanzata di un detenuto, che però era del tutto ignara della corrispondenza) si notava un rigonfiamento sospetto. Gli bastò controllare meglio e scoprì che, dentro al cartone, erano nascoste quattro tavolette di colore marrone scuro con impressa la scritta "Dubai" e una bustina contenente quattro grammi di una polvere bianca. Subito la sostanza venne sottoposta a narcotest e l'esame diede esito positivo all'hashish e alla cocaina. Ciascuna delle tavolette era del peso di poco meno di 100 grammi. Il pacco era indirizzato a un detenuto (finito a processo insieme a Parrino e poi uscito assolto) ma le indagini portarono gli agenti della penitenziaria a ritenere che il vero destinatario fosse Parrino, all'epoca detenuto addetto al magazzino del carcere, e che nella vicenda fosse implicato anche un altro detenuto. L'ipotesi resse al vaglio del processo di primo grado solo per Parrino, mentre gli altri due compagni furono assolti. Adesso è arrivata la sentenza che cancella la pena anche per il terzo imputato. --m. fio.