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PAVIANon verranno abbattuti i capannoni che si trovano all'interno dell'ex area Necchi, progettati dall'architetto milanese Marco Zanuso. La commissione regionale per il patrimonio culturale della Lombardia ha, di fatto, vincolato il bene, tenendo conto della decisione della Soprintendenza di dichiarare gli immobili «di particolare interesse culturale».Progetto da cambiareE ora Supernova, la società proprietaria dell'area dismessa, dovrà modificare il progetto originario che prevedeva la demolizione degli edifici. Una struttura in cemento armato, pensata da Zanuso, famoso architetto, designer e urbanista, e realizzata una sessantina di anni fa con tecniche architettoniche ed ingegneristiche all'avanguardia, prevedendo una copertura autoportante per eliminare la presenza di colonne.L'Sos di VaccariA chiedere di salvare l'immobile era stato l'ingegnere Vittorio Vaccari, presidente dell'associazione Il Bel San Michele, che, lo scorso aprile, si era rivolto alla proprietà sottolineando la necessità di valorizzarlo come esempio di archeologia industriale. A maggio la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio aveva notificato alla società l'avvio del procedimento di «dichiarazione dell'interesse culturale particolarmente importante» e a settembre si era svolta una seduta della commissione che aveva valutato anche le osservazioni arrivate dalla proprietà. Nei giorni scorsi la decisione di vincolare il bene che si trova all'interno dell'area di 112mila metri quadrati che accoglierà il nuovo quartiere Supernova.Da viale Brambilla, procedendo in direzione Milano, si vedono gli scheletri dei capannoni che un tempo ospitavano alcune produzioni industriali e che ora sono da demolire, in base al progetto di riqualificazione di uno spazio urbano rimasto abbandonato da oltre vent'anni. Fino all'acquisizione, nel 2019, da parte della società Supernova, nome della macchina da cucire che vinse il "Compasso d'oro", scelto per rimarcare la storia di questo spazio urbano che un tempo ospitava l'industria simbolo di Pavia. E rientra nella storia della grande fabbrica pavese, e della stessa città che la ospitò, anche quell'edificio realizzato tra il 1960 e il 1961 e progettato da uno dei massimi architetti italiani, tra i padri fondatori del design industriale. Alcune delle sue creazioni ottennero numerosi riconoscimenti, tra cui 7 compassi d'oro e 6 premi alla Triennale di Milano, e sono esposte anche al Museum of modern art di New York, oltre a far parte della collezione permanente della Triennale. Zanuso progettò, nella seconda metà degli anni Cinquanta, anche macchine da cucire Necchi.Parla la proprietà«Come dimostrato con il recupero della ciminiera e del palazzo uffici su viale Repubblica, crediamo che la memoria storica sia un elemento distintivo e per questo affronteremo con la massima attenzione anche l'intervento sull'edificio progettato dall'architetto Zanuso», sottolinea Paolo Signoretti, amministratore delegato di Supernova, la società che ha acquistato l'area e che si sta occupando degli interventi di bonifica e di demolizione, arrivati all'80% e per i quali sono stati investiti oltre 13 milioni di euro. «Rispetto le prescrizioni degli enti preposti ad assumere decisioni riguardanti la tutela del patrimonio architettonico del nostro territorio - spiega il sindaco Michele Lissia -. Supernova dovrà adeguare la progettazione ma credo che saprà dare valore ad un bene di pregio». «Il riconoscimento dell'importanza del capannone è anche il riconoscimento dell'importanza che allora Pavia aveva, a livello nazionale, in ambito industriale, culturale e sociale - sottolinea Vaccari -. La capacità di attrarre professionisti di fama era la dimostrazione del fermento culturale e architettonico che segnò una città fortemente influenzata da Vittorio Necchi, industriale lungimirante». --Stefania Prato