Ecco MonteImprese «Promuoverà lavoro giovanile e nuove aziende»

Luca Simeone / paviaL'obiettivo appare ambizioso: promuovere «l'ampliamento dei volumi di occupazione favorendo, in particolare, quella giovanile, lo sviluppo di attività socio-culturali connesse a quelle economiche» e «la nascita di nuove aziende anche in collaborazione» con l'Università. È la missione con cui sta per nascere MonteImprese, una nuova società che prenderà il posto della Polo logistico di Mortara e di Isan, due società strumentali della Fondazione Banca del Monte di Lombardia che verranno fuse (per incorporazione della seconda nella prima): il capitale sociale sarà di oltre 105 milioni, ovvero la somma dei capitali delle due società.i motivi della fusioneLa Fondazione ritiene infatti che Polo logistico e Isan abbiano esaurito i compiti per i quali erano state create, rispettivamente realizzare e gestire un interporto integrato e bonificare l'area ex Neca. Di qui la decisione di fonderle in un'unica società benefit (cioè senza scopo di lucro) «dotata di un oggetto sociale più ampio e non circoscritto», che «intende perseguire più finalità di beneficio comune e operare in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei confronti di persone, territorio, ambiente e altri portatori di interesse». MonteImprese sarà inoltre «aperta all'ingresso nel capitale sociale di soggetti interessati».In attesa che venga definita l'operazione e di capire più nel dettaglio le modalità con le quali punterà a raggiungere gli obiettivi che si prefigge, MonteImprese sembra porsi come soggetto in grado di incidere sulle realtà della sua area di competenza (Milano e Pavia in primis) dall'alto di un imponente capitale, avendo anche alle spalle un ente come la Fondazione, a sua volta dotato di un patrimonio che al 30 giugno scorso superava i 526 milioni di euro. Dalla relazione semestrale della Fondazione emerge anche un notevole incremento dell'avanzo rispetto al 30 giugno dello scorso anno: da 13,1 a 21,1 milioni di euro. Questo grazie anche a una «eccezionale distribuzione di dividendi», non prevista nel documento programmatico previsionale per l'esercizio 2024, nel quale si stimava un avanzo di gestione a fine anno di 15,3 milioni di euro «avendo adottato particolare prudenza nella elaborazione delle stime alla luce delle incertezze sui mercati e del contesto geopolitico».La Fondazione possiede lo 0,152% di Banca Intesa, che a metà anno ha già prodotto dividendi per quasi 12 milioni di euro, il 4,79% di Cassa depositi e prestiti, che ha fruttato altri 6,8 milioni di euro, inoltre dalle partecipazioni in Banca d'Italia, Banca del Fucino e B.F. spa ha già incassato rispettivamente 1,1 milioni, 352mila e 133mila euro. «La campagna dividendi promossa dalle partecipate è stata particolarmente favorevole - si legge nel documento - e si concluderà nella seconda parte dell'anno con la distribuzione di utili da B.F. spa società agricola. Intesa Sanpaolo ha già ravvisato l'ipotesi di un acconto dividendi cash- da distribuire a valere sui risultati del 2024 - di circa 3 miliardi di euro, la delibera consiliare in merito verrà definita il 31 ottobre prossimo, in occasione dell'approvazione dei risultati consolidati al 30 settembre 2024, in relazione ai risultati del terzo trimestre 2024 e di quelli prevedibili per il quarto trimestre 2024».le altre partecipazioniAltri partecipazioni sono quelle in Acantus e Colline e Oltre, costituite assieme a Intesa Sanpaolo, la prima per riprendere l'attività del prestito su pegno rivolto alle fasce più deboli, l'altra per valorizzare l'Oltrepo, e ancora nel Fondo Re-City, per un controvalore di 3 milioni di euro «a fronte dell'impegno complessivo già assunto di euro 10.000.000, impegnato, fra l'altro, nel recupero dell'area dismessa pavese "ex-Neca" conferita da Isan». --