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Il futuroEsercito, tradizionie centro formativoGiulio Tremonti, Presidente dell'Aspen Institute Italia, ha organizzato una interessante conferenza sul futuro della difesa europea. L'attualità geopolitica sempre più aggressiva pone questioni sgradite ma ineludibili, portando il tema della difesa in una zona centrale della quotidianità.Una consapevolezza e quindi nuove proposte che non pare possano essere quelle di chi auspica il ritorno della leva obbligatoria, ma si debbano riferire invece a ciò che i nuovi tempi, le moderne tecnologie e le strategie comunicative richiedono.Le ipotesi possono sorgere ed essere sviluppate in modo efficace guardando alle nostre tradizioni, quelle di un Esercito che è stato e può ulteriormente enfatizzare tale predisposizione, un importante ed utile centro formativo che ha da sempre specializzato autisti, manutentori, tecnici in diverse discipline.Oggi, oltre a queste, si tratterebbe di rendere operative, nei modi e nei tempi utili al più esteso coinvolgimento possibile, le varie figure di addetti ai diversi settori dell'informatica, degli utilizzatori di droni, di chi opera con le nuove tecnologie che, comunque, possono avere utilizzo in ogni tempo, augurabilmente solo in quello di pace. Per non parlare poi della Sanità con figure da dedicare specialmente all'emergenza, al primo soccorso, alle infezioni e alle possibili contaminazioni da agenti chimici o biologici.E poi individuando chi possa svolgere azione di coordinamento con la preziosa ed estesa rete della Protezione Civile e di quel volontariato abituato ad agire anche nelle condizioni di estremo disagio.Nella sostanza non si tratterebbe di militarizzare ulteriormente la società ma, al contrario, di consapevolizzare e responsabilizzare tutte le componenti civili della stessa perché la libertà va difesa anche direttamente senza pensare di delegarla completamente ad altri pur auspicando il mantenimento di schemi sovranazionali che potrebbero migliorare di efficacia nel tempo con il coinvolgimento consapevole delle popolazioni nel loro complesso.In sostanza si recupererebbe l'indicazione sostanziale dell'art. 52 della Costituzione che al 1° comma recita: "La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino".Di tutti, nessuno escluso, per quanto a ciascuno possibile.Maurizio Niutta. PaviaIl futuro/ 2Alziamo il velosu questo "sviluppo"Molto bene hanno fatto cittadini, ragazzi ed associazioni a contestare la conferenza sul "Futuro della difesa europea" promossa da Aspen sabato 22 al castello di Pavia; realizzata con il sostegno del Comune e dell' Università e alla presenza di alti militari italiani, referenti di Nato, Leonardo, Fincantieri ed Eni. Prendendo a pretesto "La battaglia di Pavia" in realtà si è celebrata una intensa attività di lobbying a sostegno delle multinazionali che lucrano sulla guerra e sulla crisi ambientale. A confermare questa evidenza lo stesso presidente di Aspen, il già ministro dell'Economia Giulio Tremonti, che ha affermato che "le guerre portano anche sviluppo per l'umanità"!Certo la produzione ed il commercio internazionale delle armi fanno aumentare di brutto il famoso Pil. E' proprio un bel business... magari non per tutti, quelli sotto le macerie delle case bombardate forse non apprezzano altrettanto queste analisi economico-finanziarie.A nostro modesto giudizio a fronte di a tutto questo ci saremmo aspettati dal nostro Comune e dalla nostra Università esattamente il contrario. Avrebbero dovuto, insieme ai cittadini e alle associazioni, organizzare una contro conferenza. Per mettere al centro davvero la difesa europea: ovvero difendere e promuovere i principi e le prassi della pace, della sostenibilità, della solidarietà. Fare conferenza sull'art. 11 della Costituzione che è costantemente contraddetto dalla politica nazionale, anche quando si estende la formula della difesa fino all'invio di forze armate in Africa per intercettare le carovane di profughi nel deserto o per attivare la marina libica alla caccia dei migranti nel Mediterraneo. Fare conferenza sul perché la sicurezza è negata quando l'Italia non ratifica il trattato dell'Onu sull'interdizione delle armi nucleari, mentre rifornisce di armi Paesi che ne bombardano altri e primeggia nel mercato degli armamenti realizzando uno dei più alti avanzi commerciali del settore. Fare conferenza sul fatto che la sicurezza è negata da chi non vuol riconoscere il dramma della crisi ambientale.Per noi infatti occorre, per provare a salvarci, un paradigma culturale e operativo di tutt' altra natura: cooperare invece che competere, accogliere invece che respingere, nutrire la speranza anziché la paura, rivalutare la forza della spiritualità al posto delle menzogne del consumismo, ricostruire le relazioni non commerciali fondate sul dono, il fare bene al posto del fare tanto, la gentilezza invece dell'arroganza, la non-violenza come strategia politica. E dobbiamo includere i principi nel nostro agire quotidiano, nel fare politica ed economia, riconoscendo l'interdipendenza di tutti i viventi di madre Terra e la comune appartenenza dei popoli alla stessa ed unica famiglia umana. Sono solo belle parole romantiche? No affatto, è per noi il solo programma realistico e non delirante della difesa europea, della vera difesa di ciascuno e di tutti. E non siamo soli. Tantissimi giovani in tutto il mondo lo chiedono ed ogni domenica papa Francesco lo riafferma. Ed altrettanto fanno costantemente gli uomini e le donne di buona volontà di ogni Paese, religione e nessuna religione. Gli uomini e le donne che si prendono cura e fanno vivere e respirare questo altro mondo possibile di cui abbiamo un estremo e urgente bisogno.Mimmo DamianiAssociazione Sostenibilità Equità SolidarietàCircolo pavese "G. Porrati"