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È il giorno degli appelli, delle richieste di un ritorno alla ragionevolezza. Quello in cui è lo stesso presidente della Corte Costituzionale, Augusto Barbera, ad invitare le forze politiche a trovare un terreno comune per eleggere - «senza aspettare fine anno» - un giudice della Consulta. «Mi ha amareggiato - ha aggiunto dal palco della «festa dell'ottimismo» de Il Foglio - il fatto che quando il presidente della Repubblica ha invitato le forze politiche a porsi questo problema, tra le forze parlamentari ci sia stato il silenzio più assoluto sia della maggioranza che dell'opposizione: invece si sarebbe dovuto accogliere subito il senso di quel messaggio». Di appelli, dal Colle, in realtà ne sono arrivati più d'uno. E anche quello di Barbera alla collaborazione - stando almeno alla cronaca odierna - sembra destinato a cadere nel vuoto. Sull'ipotizzata vicenda della caccia al voto che ha visto coinvolgere la senatrice di Iv Dafne Musolino e lo scontro tra Renzi e La Russa, è ancora tempesta. Pur smentite dalla diretta interessata - Naike Gruppioni, anche lei senatrice di Iv - le voci di trattative sotterranee per spostare voti verso la maggioranza ne fanno addensare di più cupe. È forse per questo che il leader di Iv, pare non voler mollare la presa. E continua a insistere: niente sconti per nessuno. «O arrivano le scuse o la vicenda andrà nelle sedi opportune». Cioè le aule di tribunale. Dopo l'annuncio di ieri con il quale ha dato mandato ai suoi legali di procedere contro il portavoce di La Russa - che lo aveva accusato di mentire sull'ipotizzata caccia al voto - ora il leader di Iv attacca anche il presidente del Senato. «È legittimo che un parlamentare possa cambiare opinione, non abbiamo vincolo di mandato», ha detto ospite di Omnibus su La7, «ma quello che è moralmente discutibile è che il presidente del Senato avvicini una parlamentare (Dafne Musolino, ndr) e le dica perché non vieni con noi?. Inaccettabile che l'arbitro faccia il giocatore». La senatrice Musolino tiene il punto dicendosi «ancora sbalordita per aver ricevuto questa offerta irricevibile». Nessuna proposta indecente per Gruppioni. Rispondendo al Corriere.it la senatrice assicura: «Non sono stata invitata a pranzi», ma «so che il centrodestra mi apprezza». Non siamo però, precisa, «al mercato del pesce, e poi mi sarei sentita offesa se mi avessero proposto un voto di baratto». «Sono di centro, potrei stare nel centrodestra come nel centrosinistra», ma al momento nessuna decisione. --