Concorsopoli La sindaca in aula: «Quelle procedure furono regolari»
Sandro Barberis / voghera«Asm Ves era in crisi nel 2018, per questo era stato necessario indire il concorso poi avvenuto a inizio dicembre 2019: serviva nuovo personale dopo molti pensionamenti. C'erano problemi nell'emissione delle bollette. Così avevamo dato parere favorevole al concorso, le procedure si erano svolte correttamente. Dispiacere per la mancata assunzione dell'interinale Riccardo Politi? Può darsi che l'avessero espresso Sissinio e Anselmi, ma avevo detto loro che era un concorso pubblico trasparente e non ci si poteva fare nulla». Così l'attuale sindaca di Voghera, Paola Garlaschelli, ha testimoniato ieri in aula come teste delle difese sul caso Concorsopoli in Asm Ves.A giudizio con le accuse a varipo titolo di turbativa d'asta, induzione indebita e dare o promettere utilità ci sono l'ex presidente di Asm Ves Monica Sissinio, l'allora vicepresidente Laura Anselmi, e il direttore operativo Michele Roberto Chiappa (tutti difesi dall'avvocato Luca Angeleri), e Laura Quaini, uno dei componenti della commissione (avvocato Chiara Attala). Era contestato anche l'abuso d'ufficio, abrogato però di recente. Garlaschelli, commercialista nella vita, era all'epoca dei fatti una delle componenti del collegio sindacale della società pubblica controllata dal Comune. Ruolo che non ha più ricoperto dal 2020, quando è stata eletta sindaca.le tensioni nella galassia asmGarlaschelli ha poi parlato delle tensioni che c'erano in quel periodo tra Asm Ves, guidata da Sissinio e Anselmi, e la holding Asm Voghera, all'epoca guidata da Piero Mognaschi. «In Asm Ves aveva un ruolo operativo importante Elisa Gamalerio, che era risaputo fosse la compagna di Mognaschi: c'erano problemi di dialogo tra le due società» ha confermato Garlaschelli. Ha testimoniato anche l'ex deputato centrista vogherese Paolo Affronti: «Sul concorso c'era molto interesse, ma non ci furono condizionamenti politici. Sissinio e Anselmi agivano autonomamente». Nell'udienza di ieri poi sono stati sentiti altri dipendenti, interinali prima del concorso. Alcuni erano stati assunti, altri invece bocciati. «C'era un clima teso in azienda - hanno ricordato -. Gamalerio era dipendente interinale, ma ci era stato detto che comandava lei. C'era stata anche una riunione in ufficio in cui ci era stato chiesto di firmare un documento contro il cda di Asm Ves perché " chi non lo firma è contro Gamalerio"». Il concorso, secondo gli altri candidati tra cui il politico di Stradella Dino Di Michele primo degli esclusi e poi ripescato, era stato regolare. Nessun banco girato al contrario, come avevano testimoniato Gamalerio e altre due concorrenti. Agli orali le domande venivano estratte e le porte erano aperte. Al termine delle testimonianze è iniziato l'esame degli imputati, lo renderà anche Sissinio. Non lo faranno Anselmi e Chiappa. La prima a deporre è stata la commercialista pavese Laura Quaini: «Ero stata contattata dal mio ordine professionale per entrare nella commissione, purtroppo ho accettato - ha detto -. Non conoscevo i candidati, gli altri due componenti della commissione e nemmeno i vertici di Asm Ves fino all'inizio del concorso. Non aveva voluto incontrare fuori dalle sedi ufficiali i vertici di Asm Ves, cosa che avvenne il 13 dicembre. Le tabelle con le graduatorie le abbiamo completate nel mio studio a Pavia, poi mi è arrivata un mail da Spagoni con quella definitiva». E il pm Mazza ha chiesto: «Ma non si è accorta che erano stati cambiati i voti di alcuni candidati?». «No - ha risposto Quaini -, per me erano solo nomi di persone che non conoscevo». Il processo, di fronte al collegio presieduto da Elena Stoppini, dovrebe concludersi il 15 ottobre. --