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Che poi la piazza smussa un po' gli spigoli, con i leader che si incontrano - non tutti - e si scattano foto insieme - non tutti - e si abbracciano e si parlano. Però il campo largo sta attraversando un momento delicato. La seduta del Parlamento sul cda della Rai si annuncia problematica, non c'è una linea condivisa: M5s e Avs sono decisi a votare, mentre nel Pd la discussione è in corso, ma c'è un orientamento a non farlo. E anche sul tema della cittadinanza ci sarà da lavorare, come hanno dimostrato le posizioni alla Camera sulla mozione del Pd, votata dalle opposizioni ma con i «no» di 5 Stelle e Azione alla parte sullo Ius soli. Il referendum proposto da Più Europa, invece, è stato firmato dalla segretaria del Pd Elly Schlein, dai leader di Alleanza Verdi-Sinistra Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, da Matteo Renzi, ma non dal presidente del M5s Giuseppe Conte e nemmeno da Carlo Calenda. Insomma, la piazza romana contro il Ddl Sicurezza, che ha permesso ai fotografi di immortalare il duo Bonelli-Fratoianni prima con Conte e poi con Schlein, racconta di un progetto d'alleanza possibile ma ancora in divenire. Che però potrebbe essere aiutato da un eventuale Referendum Day, a cui mirano diversi parlamentari di opposizione, che auspicano un unico giorno di primavera in cui far votare sui tre quesiti: quello sulla cittadinanza e quelli contro l'Autonomia e il Jobs Act. Per adesso nulla di concreto, mancano ancora i giudizi di ammissibilità dalla Corte costituzionale. E il ministro Calderoli gela: «A mio giudizio i referendum sono inammissibili». Fra le opposizioni la discussione sulla cittadinanza è in corso. Le firme già raccolte per il referendum sono oltre le 500 mila richieste. «Nemmeno io ero così certa ci saremmo riusciti - ha commentato Emma Bonino - È un referendum abrogativo che dimezza da 10 a 5 anni i tempi per richiedere la cittadinanza: spero che Meloni non si metta di traverso. Per quanto riguarda le proposte in parlamento, mi limito a segnalare che in tutti questi anni nessun passo avanti è stato fatto». Per il segretario di Più Europa, Riccardo Magi, «il referendum è un piccolo strumento per cominciare a modificare la legge sulla cittadinanza. Un primo passo che tuttavia riguarda 2 milioni di persone». Ma ci sono i perplessi. «Non ho firmato» il referendum «perché siamo impegnati su una convergenza possibile sullo ius scholae», ha spiegato il segretario di Azione. --