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Fabrizio Merli / milanoDa ieri il sindaco Michele Lissia è "ambasciatore della Grande Milano nel mondo", Il riconoscimento è stato consegnato a lui e al primo cittadino di Varese, Davide Galimberti, ieri mattina nella sede della Triennale di Milano. L'obbiettivo è creare «connessioni virtuose con città a un'ora dal capoluogo di Regione». Quindi legami culturali, scientifici, accademici e di sviluppo sostenibile. E il sindaco Lissia ha insistito sulla necessità di creare un dialogo forte, costante e produttivo tra i sindaci di quello che definisce un grande "tappeto urbanizzato ambientale".interazioniA introdurre la cerimonia di attribuzione dell'attestato, pensato dal Centro studi Grande Milano, è stato il presidente della Triennale, Stefano Boeri. Nel suo breve intervento ha sottolineato i profondi legami tra Milano e Pavia: «Pensiamo a Camillo Golgi, primo Nobel per la Medicina, che fa di Pavia un luogo straordinario e trova a Milano una scuola intera che segue i suoi insegnamenti. Ma esistono anche interazioni tra Pavia e Varese: Dante Isella, varesino, critico letterario e filologo fu uno degli studiosi principali della scuola che Maria Corti fondò a Pavia».I "percorsi", insomma, in qualche modo esistono già, la distanza tra Pavia e Milano è ormai trascurabile. Basti pensare che la prima donna a ricoprire il ruolo di rettore della Statale di Milano, Marina Brambilla, ieri presente alla cerimonia, vive a Pavia. E sulla necessità di allargare e intensificare i rapporti ha insistito il sindaco di Pavia - nella circostanza accompagnato dall'assessora alla cultura Barbieri - subito dopo aver ricevuto l'attestato di ambasciatore dalle mani di Daniela Mainini, presidente del Centro studi Grande Milano: «Per me è un privilegio - ha detto Lissia - ricevere questo riconoscimento, così come ritengo un privilegio assoluto essere sindaco di Pavia e poter lavorare, insieme ad altre istituzioni, per soddisfare i bisogni della gente. Credo nella integrazione del territorio e nel fatto che questo tappeto urbanizzato sia pieno di ricchezze da valorizzare e sulle quali lavorare. Penso che lo si possa fare solo spogliandosi di certi provincialismi e seguendo un'idea di complementarità». Il sindaco Lissia ha poi affrontato il tema della sfida sulla sostenibilità: «Ho fatto lo sforzo, sorretto dalla mia coalizione, di mantenere la delega all'Urbanistica. È una cosa molto difficile e pesante, ma è anche bellissimo occuparsi dello sviluppo civile e sociale di una comunità». «Credo - ha concluso - che sia necessario costituire un tavolo di confronto tra sindaci sul quale lavorare costantemente e con impegno, Da parte nostra metteremo in campo tutte le energie necessarie».Anche Giorgio Gori, eurodeputato ed ex sindaco di Bergamo, ha sottolineato: «Bisogna che le città comincino a lavorare insieme su grandi temi come transizione digitale, mobilità urbana, logistica dell'ultimo miglio o mitigazione dei cambiamenti climatici. In ogni città esistono esperienze che non si parlano e che è necessario mettere in rete per raggiungere obbiettivi comuni». la retePavia e Varese sono entrate ieri a fare parte del club della Grande Milano. Nel 2023, è stato riconosciuto il lavoro dei primi cittadini di Genova, Marco Bucci, e di Bergamo, Giorgio Gori, mentre a gennaio di quest'anno quello dei sindaci di Torino, Stefano Lo Russo, e di Brescia, Laura Castelletti. Prima di loro: Paolo Pillitteri, Giampiero Borghini, Gabriele Albertini, Letizia Moratti e Giuliano Pisapia. L'obbiettivo, come ha detto il responsabile scientifico del Comitato, Antonio Calabrò, è prendere atto che la storia d'Italia è una storia di municipi e «lavorare su tutte le relazioni possibili». --© RIPRODUZIONE RISERVATA