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CertosaIl fondo mutualistico "Ist riso" è una nuova opportunità per i risicoltori del Pavese e della Lomellina: in buona sostanza, affianca le polizze assicurative ed è un ulteriore strumento pensato per stabilizzare il reddito aziendale. Se n'è parlato di recente al centro congressi Certosa (Antico borgo) di viale Certosa, dove sono intervenuti Edoardo Andrea Negri, presidente del Coprovi-Consorzio di difesa di Pavia, e Gianbattista Berta, presidente del Consorzio di difesa di Milano-Lodi-Monza. A seguire, la presentazione del fondo "Ist Riso" a cura di Marco Carrara in rappresentanza dell'Agrifondo mutualistico lombardo. Nell'agosto 2023 il ministero dell'Agricoltura aveva riconosciuto l'Agrifondo mutualistico lombardo come soggetto gestore del fondo "Ist riso" e quindi Coprovi-Condifesa, in qualità di socio di Agrifondo, può ora offrire ai soci la possibilità di partecipare alla copertura mutualistica attraverso i suoi uffici situati a Pavia, Vigevano, Voghera, Mortara, Stradella, Varzi, Casteggio, Valle Lomellina, Dorno, Bereguardo, Ceranova e Villanterio. «Il fondo mutualistico - spiegano dal Coprovi-Condifesa guidato dal presidente Negri di Gambarana e dai vice presidenti Adriano Fortusini di Voghera e Piero Ruffinazzi di Borgoratto Mormorolo - ha una dotazione finanziaria costituita per il 30% dalle aziende aderenti e per il 70% da fondi comunitari e da altri soggetti esterni come Regione Lombardia, che ha stanziato 160mila euro per la costituzione del fondo. La compensazione si attivata in due casi: nel primo, quando il ministero, tramite Ismea, rileva una riduzione dei ricavi o un aumento dei costi del settore riso che portano a una riduzione del reddito superiore al 15%. Nel secondo caso, anche il soggetto gestore può dichiarare lo stato di crisi quando si verifica una riduzione del reddito sempre superiore al 15%». Il fondo, cui potranno aderire le aziende agricole risicole con una semplice quota di iscrizione, garantisce compensazione minima del 20% fino a un massimo del 70% del calo del reddito: a breve, Coprovi-Condifesa, attraverso il coinvolgimento delle organizzazioni professionali, informerà le aziende risicole sulla possibilità di partecipare al fondo. «Stiamo predisponendo la modulistica - prosegue il Coprovi-Condifesa - e dal mese di ottobre si potrà aderire al fondo, che, per mantenere il requisito di dimensionalità minima, dovrà avere almeno 150 aziende aderenti o almeno cinquanta aziende per un valore complessivo di dieci milioni di produzione commercializzabile». Lo studio dei costi standard è stato eseguito dall'Università di Padova. I fondi mutualistici sono una forma di tutela dal rischio finanziata e gestita dagli agricoltori stessi. Le aziende agricole, che aderiscono in maniera volontaria, versano una quota annuale al fondo e vengono risarcite nel caso siano oggetto di un evento avverso e subiscano danni. I fondi mutualistici hanno una lunga storia e in alcune aree d'Italia sono piuttosto diffusi. La Politica agricola comune 2014-2020 (Misura 17.2) aveva introdotto la possibilità di vedersi cofinanziare i versamenti al fondo anche in percentuali elevate (fino al 70%). I vantaggi dei fondi mutualistici agevolati sono rappresentati dalla possibilità di assicurarsi contro una molteplicità di rischi (non coperti dalle assicurazioni tradizionali), dall'assenza di scopo di lucro, che rende i premi meno alti rispetto agli assicurativi, da un maggiore coinvolgimento da parte dell'agricoltore, che non vede il fondo come soggetto esterno che ha la massimizzazione del profitto come obiettivo, e dalla presenza di cofinanziamento pubblico. --Umberto De Agostino