Intelligenza artificiale «Può essere molto utile se regolata dall'uomo»
pavia L'intelligenza artificiale? Sì, ma nei paletti delle norme e del rispetto dei diritti. È quanto emerso ieri in un convegno organizzato dall'ateno di Pavia nell'aula del '400. "Giornata della trasparenza, criticità e opportunità dell'intelligenza artificiale". Ospite d'eccezione, in collegamento video, il presidente dell'autorità nazionale anti corruzione (Anac) Giuseppe Busia. «Sicuramente l'intelligenza artificiale rappresenta un'opportunità importante anche per le pubbliche amministrazioni, per migliorare le procedure. Ma anche per controlli e indagini - ha spiegato Busia durante il suo intervento -. Penso ad esempio al mondo della scuola, dove è stato creato un software per velocizzare le assegnazioni delle cattedre». Gli algoritmi dell'intelligenza artificiale, però, possono scontrarsi con le normative: «Sulle assegnazioni delle cattedre c'erano stati ricorsi - ha spiegato ancora Busia -. Ci sono stati opposizioni a fornire i codici dell'algoritmo. Devo dire che le normative vigenti sono già mutate, di fronte alla tutela dei diritti gli algoritmi vanno forniti. Inoltre tutte le applicazioni per la pubblica amministrazione, che debbano regolare concorsi o assegnazioni d'appalti, devono avere i codici sorgente disponibili. Il concetto generale è che le decisioni assunte con tali sistemi siano ispirate a rigorosi criteri di non discriminazione algoritmica e che la decisione ultima sia comunque riservata alla persona». Un concetto, quella della discrezionalità umana che va mantenuta, che in apertura di convegno era stato ribadito con fermezza anche dalla prefetta di Pavia, Francesca De Carlini: «Penso ad un caso di cronaca di qualche mese fa, quando sull'autostrada del Brennero uno degli algoritmi che regola le mappe della maggior parte dei navigatori aveva del tutto cancellato un tratto di autostrada, che invece era regolarmente aperta - ha spiegato De Carlini -. Migliaia di automobilisti avevano seguito l'indicazioni dei navigatori, uscendo dall'autostrada e intasando strade locale e addirittura poderali in mezzo alle vigne. Causando problemi di ordine pubblico da gestire. L'autostrada però era regolarmente aperta, tutti sono usciti fidandosi della tecnologia e non guardando davanti a sè: non c'erano cartelli che segnalavano chiusure». --S.bar.