«Per il vaiolo delle scimmie c'è un primo risultato»
PaviaLa risposta alle epidemie del futuro al centro di due occasioni scientifiche di questi giorni: ieri si è concluso il congresso della Società italiana di microbiologia con oltre 500 iscritti (e presieduto dal virologo Fausto Baldanti), oggi si chiudono i lavori del secondo meeting annuale della Fondazione Inf-Act, una rete di ricerca sulle malattie infettive finanziata dal Pnrr per vincere la sfida dei patogeni emergenti partecipata anche dall'Università di Pavia, dal Consiglio nazionale delle ricerche e dall'Istituto superiore di Sanità. Oltre 400 gli scienziati in platea per l'incontro in ateneo. «Il partenariato è a metà strada ma abbiamo ottenuto risultati interessanti» spiega Giovanni Maga, direttore dell'Istituto di genetica molecolare del Cnr di Pavia, che all'interno di Inf-act si sta occupando della parte di drug discovery, cioè la ricerca su nuove molecole per contrastare l'avanzata dei patogeni. «Abbiamo identificato un primo, potenziale inibitore del virus Mpox, cioè il cosiddetto vaiolo delle scimmie, e stiamo lavorando su molecole da utilizzare come complemento alle terapie antibiotiche. La strada è ancora lunga ma stiamo registrando ottimi risultati». In due anni di lavoro, Inf-act ha ottenuto successi su molti fronti, accrescendo la capacità di interagire tra gruppi con competenze diverse. Oggi ci sono oltre 700 ricercatori impegnati su questo tema in diverse università, ospedali, società scientifiche, enti privati di ricerca, aziende e start-up. --SI.P