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Il multimiliardario Pavel Durov è sotto inchiesta in Francia anche per gravi violenze contro uno dei suoi figli. Questo l'ultimo sviluppo di una vicenda che non finisce di arricchirsi di colpi di scena e misteri dopo il fermo del fondatore di Telegram avvenuto sabato scorso all'aeroporto Le Bourget di Parigi. Mercoledì il giudice istruttore ha deciso di porre fine al fermo precauzionale di Durov, che è stato trasferito in tribunale per rispondere al magistrato che deve decidere sulla sua sorte in base ai 12 capi di imputazione che gli sono stati notificati per la mancata collaborazione nelle inchieste che vedono coinvolta l'app Telegram in attività criminali come il traffico di droga e la diffusione di immagini pedopornografiche. Intanto il Wall Street Journal ha rivelato che Durov incontrò il presidente francese Emmanuel Macron nel 2018 e in quell'occasione gli venne chiesto di spostare la sede legale del suo social media a Parigi. Ma lui rifiutò. Fonti contattate dal giornale americano hanno anche raccontato che nel 2017 il patron di Telegram fu al centro di un'operazione di spionaggio organizzata dai servizi segreti francesi in collaborazione con quelli degli Emirati Arabi Uniti, dov'è la sede sociale dell'app, denominata "Purple Music". Dopo che il giudice istruttore ha deciso la fine della sua custodia cautelare, durante la quale Durov è rimasto in stato di fermo presso l'ufficio nazionale anti-frode, l'uomo è stato condotto in tribunale per rispondere alle domande del magistrato che deve decidere se mantenerlo in stato di accusa e convalidare l'arresto oppure rilasciarlo e a quali condizioni. --