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Putin «ha preso una decisione» e «tutti i responsabili» per l'invasione ucraina della regione di Kursk «saranno severamente puniti». L'avvertimento è dell'ambasciatore russo negli Usa, Antonov, dopo che le forze ucraine hanno detto che stanno impiegando nell'offensiva anche bombe fornite dagli Usa. Ma Washington si mantiene ambigua su un eventuale appoggio all'operazione. Una portavoce ha detto che la linea del Pentagono è di «consentire» all'Ucraina di «impegnarsi in contrattacchi», ma che la difesa Usa sta cercando di «comprendere meglio cosa sta facendo» Kiev nel Kursk. In questa situazione confusa, l'India prova a proporsi come mediatrice per un negoziato. «Se posso svolgere un ruolo in questo, lo farò, voglio assicurarvelo come amico», ha dichiarato il primo ministro Narendra Modi incontrando Zelensky nella prima visita a Kiev. New Delhi ha rapporti consolidati con la Russia, dalla quale si approvvigiona di armi e petrolio a buon mercato, e a luglio Modi ha incontrato Putin a Mosca. In quell'occasione aveva definito anche il capo del Cremlino come «amico» e lo aveva abbracciato a favore di telecamere. Un gesto che aveva provocato le ire di Zelensky, il quale l'aveva definito «una grande delusione e un duro colpo per gli sforzi di pace». Modi ha cercato di rimediare abbracciando anche lui. E Zelensky ha detto di avere tratto dai colloqui la certezza che «l'India sostiene la sovranità nazionale e l'integrità territoriale dell'Ucraina». Da parte sua, la Casa Bianca ha sottolineato che la visita di Modi «può essere utile», ma a patto che contribuisca «a mettere fine al conflitto in conformità con la visione di Zelensky di una pace giusta». Gli Usa hanno imposto nuove sanzioni a più di 400 entità e individui accusati di aver sostenuto lo sforzo bellico della Russia in Ucraina, comprese aziende cinesi - che Washington ritiene stiano aiutando Mosca a eludere le sanzioni occidentali e a rafforzare il suo esercito - e anche una persona e un'azienda italiane. --