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Otto morti, di cui 4 guardie carcerarie e 4 rivoltosi, è il bilancio di un ammutinamento in una colonia penale della regione russa di Volgograd. Altre 7 persone, tra le quali il direttore dell'istituto di pena e 4 detenuti, sono rimaste ferite dagli assalitori, che secondo diversi media si sono dichiarati seguaci dell'Isis. Secondo il Servizio penitenziario federale, i rivoltosi hanno ucciso a coltellate 3 membri dello staff del carcere, nella città di Surovikino, e ne hanno feriti 4, oltre ad altri 4 detenuti. Una delle guardie ferite è deceduta più tardi in ospedale. Successivamente si sono barricati nell'edificio chiedendo, secondo notizie diffuse da alcuni canali Telegram ma non confermate ufficialmente, 2 milioni di dollari e un elicottero per poter fuggire. Ma dopo alcune ore le forze speciali della Guardia nazionale hanno dato l'assalto alla struttura e li hanno «liquidati», secondo quanto annunciato dalle autorità. Le fonti ufficiali non hanno fatto riferimento a una matrice jihadista dell'azione. Ma 2 video diffusi da media online hanno mostrato gli assalitori mentre si dichiaravano «Mujaheddin dello Stato islamico». Il canale Telegram Readovka, in particolare, ha postato un video, impossibile da verificare, in cui si vede uno dei rivoltosi in un ufficio mentre punta un coltello alla gola di una guardia in ginocchio, mentre sul pavimento, coperto da pozze di sangue, giacciono i corpi di 3 guardie apparentemente senza vita. Secondo il Servizio penitenziario federale, l'attacco è avvenuto durante una seduta della commissione disciplinare del carcere, la colonia penale 19. Fonti sanitarie citate dall'agenzia Ria Novosti hanno detto che tra i feriti vi è il direttore della struttura carceraria, Devyatov. Fonti giudiziarie hanno affermato che i 4 autori dell'attacco, tra 23 e i 29 anni di età, erano originari delle ex repubbliche sovietiche dell'Uzbekistan e del Tagikistan e che 3 di loro erano stati condannati. --