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In due regioni su tre, gli schieramenti e i candidati sono decisi. Sia a destra sia a sinistra il nodo ancora da sciogliere è la Liguria. Proprio nella regione dove i giallo-rossi, più i centristi, possono cogliere l'occasione di strappare il territorio al centrodestra, dopo il caso che ha investito il governatore dimissionario Giovanni Toti, ancora oggi il campo largo non decolla, anzi rimane al momento congelato. È quindi Matteo Renzi, reduce da veti e contro-veti di Avs e M5s, a non avere dubbi. «Se sosterremo gli stessi candidati del centrosinistra in tutte e tre le regioni al voto? Sì», ha affermato il leader di Italia Viva. «In Liguria la vicenda è semplice. Si parla delle cose da fare. Sto aspettando» le linee del «centrosinistra ligure sui punti programmatici aperti», ha spiegato.Il senatore forse cerca di mandare anche un messaggio agli alleati più scettici sul suo conto e che più volte gli hanno rinfacciato il suo appoggio al centrodestra, come a Genova schierato nella maggioranza del sindaco Bucci: «Noi abbiamo fatto degli accordi a seconda delle città.Ovvio che d'ora in avanti - sostiene Renzi con chiarezza - se stiamo con il centrosinistra non potremmo stare con il centrodestra ma occhio: questo vale per tutti». Mentre si profilano altri guai nella fila dei pentastellati con Nicola Morra, ex 5s fedelissimo del garante Beppe Grillo, che si candida proprio nella terra del comico, contro i suoi ex compagni di partito.Una mossa in chiave anti-Conte, osservano alcuni del Movimento cinque stelle, considerato che Morra è tra gli undici ex parlamentari pentastellati scesi in campo nello scontro tra i due scrivendo una lettera contro il presidente Giuseppe Conte. --